Reddito di Cittadinanza: è veramente utile?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
19/05/2022

Il Reddito di Cittadinanza sta vivendo un periodo di grande crisi esistenziale, in quanto viene considerato il colpevole della mancanza di molti posti di lavoro, in particolare stagionali. Ma il problema è veramente il Reddito, o di un sistema da modificare da cime a fondo?

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In molti sparano a zero sul Reddito di Cittadinanza, senza conoscere la moltitudine di benefici che questo ha portato a moltissimi nuclei familiari in difficoltà. Avere 500 euro al mese di reddito in più è stato per molti liberatorio, consentendo di poter vivere con dignità. Cerchiamo dunque di capire se la colpa è effettivamente del Reddito o se in fin dei conti è una manovra utile.

Facciamo chiarezza.

Mancanza lavoro: la colpa è del Reddito di Cittadinanza?

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Politicanti in primis, ma anche opinionisti e cittadini, spesso additano il Reddito di Cittadinanza come l’unico colpevole della mancanza di posti di lavoro in Italia. I dati recenti spiegano che nel settore del turismo e degli albergatori mancano circa 350 mila persone: un numero enorme che rischia di compromettere la stagione. Ma la colpa è solo del Reddito?

Come può essere la colpa solo del Reddito: è chiaro che vi sono molte più dinamiche ad intervenire sulla questione. Da una parte è vero che la misura per sua natura è poco incentivante alla ricerca di un lavoro, ma anche il sistema sottostante dei centri per l’impiego andrebbe totalmente rivisto da cima a fondo.

Reddito di Cittadinanza: le nuove proposte

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Dato che eliminare del tutto il Rdc sembra fantascienza, il governo dovrà ingegnarsi per tentare di capire come far convivere l’Italia e il Reddito per i prossimo anni. Un delle proposte arriva dalla Lega, storicamente nemica del Rdc. Per coloro che accettano un lavoro stagionale è previsto infatti che il Reddito verrà erogato al 50%.

Non rischiando la perdita definitiva, in molti potrebbero essere incentivati ad ottenere un lavoro nei prossimi mesi. E’ chiaro che un beneficiario non rischi di compromettere un’entrata sicura per 36 mesi, contro un settore in crisi come quello del turismo, in cui il lavoro è garantito solo per 3-4 mesi.