Reddito di Cittadinanza: ecco chi non lo avrà più tra sei mesi

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
19/11/2022

Le recenti notizie sul Reddito di Cittadinanza sono molto chiare e sembrano essere volte ad un cambio di marcia abbastanza repentino. Tra sei mesi infatti alcune categorie di beneficiari potrebbero non avere più diritto ad avere la misura. Vediamo di chi si tratta insieme nel seguente articolo.

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Si avvicina l’atteso momento in cui dovrà essere varata la tanto attesa Legge di Bilancio, grazie alla quale il governo potrà finalmente risolvere molte problematiche legate alla crisi energetica ed economica. Si stanno tenendo dei fitti incontri tra la Meloni, i vice-premier e il Ministro dell’Economia Giorgetti, con l’idea di trovare la soluzione all’attuale situazione.

Uno dei punti focali in cui si andrà ad intervenire è quello del Reddito di Cittadinanza: vediamo le novità insieme nel seguente articolo.

Reddito di Cittadinanza: per chi lo stop tra sei mesi?

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Vediamo ora per quali categorie di lavoratori è atteso lo stop ad avere il Reddito di Cittadinanza da qui a sei mesi. Giorgia Meloni ha ribadito a riguardo:

Dobbiamo dare un segnale di forte discontinuità e l’abolizione del reddito, oltre che una questione etica, è uno dei punti di forza del nostro programma elettorale.

Tra sei mesi quindi tutti coloro che hanno un’età compresa tra i 18 anni e 59 anni, che sono beneficiari del Reddito di Cittadinanza, dovranno trovare lavoro. Se si rifiuta una proposta, verrà sospesa la somministrazione del Reddito.

Legge di Bilancio: quali sono le altre misure?

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Diamo ora una rapida occhiata a quali potrebbero essere le nuove misure da inserire nella Legge di Bilancio. Uno degli obiettivi della Legge di Bilancio è quello di combattere il caro bollette, che imperversa ormai da mesi e non sta dando scampo a famiglie ed imprese.

Dopo aver fatto questo, l’altra grande novità sarà quella di portare il cuneo fiscale al 3%, andando così a sostenere le famiglie e la natalità. Tra le priorità c’è anche l’azzeramento dell’Iva su pane, pasta e latte mentre per i prodotti per l’infanzia e gli assorbenti si scenderebbe ad un’aliquota agevolata del 5%.