Reddito di Cittadinanza: chi rischia di perderlo? Rischi e…

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
28/03/2022

Il Reddito di Cittadinanza è l’opzione più importante dell’intero welfare statale italiano. Se non si fa attenzione però è facile perdere il diritto ad essere beneficiari, sorte che è toccata a ben 10 mila famiglie nel 2022: come mai? Vediamo quando si decade dal Reddito e perché.

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Stando ai dati forniti dall’INPS sono ben 10 mila le famiglie che sono decadute dall’essere beneficiarie del Reddito di Cittadinanza nel 2022. Un numero importante che potrebbe anche aumentare se non si comprendono a pieno le motivazioni della decadenza.

Nel seguente articolo cercheremo di fare chiarezza sull’argomento, analizzando le motivazioni che nei primi mesi del 2022 hanno portato alla decadenza del beneficio.

Reddito di Cittadinanza: quali famiglie rischiano di perderlo?

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Come detto, sono state ben 10 mila le famiglie che sono decadute dall’essere beneficiarie del Reddito di Cittadinanza nel 2022: qual è il motivo principale di un numero così elevato? L’essere beneficiari o meno del Reddito, e anche quanto spetta mensilmente, viene deciso utilizzando l’ISEE come indicatore.

La decadenza è infatti avvenuta tra Gennaio e Febbraio 2022, quando vi è stato il passaggio tra ISEE 2021 e ISEE 2022 come indicatore utilizzato per stabilire la platea di beneficiari. Con i nuovi dati ISEE, molte famiglie si sono viste fuori dalla platea di beneficiari. Ma chi rischia in particolare di non essere più beneficiario?

Reddito di Cittadinanza: chi rischia di perderlo nel 2023?

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Cerchiamo di capire quali categorie di nuclei familiari rischiano di perdere il beneficio del Reddito di Cittadinanza al prossimo cambio di ISEE, dunque nel Febbraio 2023. Essendo l’ISEE l’indicatore che valuta la condizione economico-patrimoniale delle famiglie, tutte quelle che nel 2021 hanno avuto una variazione reddituale importante sono a rischio.

Per variazione si intende l’aumento dello stipendio, l’acquisto di una nuova auto o di una casa, ad ogni modo qualsiasi variazione positiva del reddito familiare. Si ricorda che una soglia limite è quella del reddito patrimoniale: se si esclude l’abitazione, tale valore non deve essere superiore ai 30 mila euro.