Reddito di Cittadinanza: la Meloni lo toglierà subito?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
12/10/2022

Il nuovo governo è ancora in fase di impostazione, in quanto sono molti i nodi da sciogliere per la probabile premier Meloni. L’esecutivo che si andrà a formare avrà l’obiettivo di sistemare molte faccende, tra cui quella del Reddito di Cittadinanza: esiste una possibilità che questo venga cancellato senza intervenire sulla normativa. Vediamo come!

reddito di cittadinanza

Cancellare il Reddito di Cittadinanza senza modificarne la legge, è possibile? Secondo le recenti indiscrezioni a riguardo è proprio questo il piano di Fratelli d’Italia, da sempre contraria alla misura del Movimento cinque Stelle. La strategia è quella di applicare le norme già in essere per punire coloro che acquisiscono le somme del Rdc in maniera illecita.

Tra queste punizioni vi rientra anche l’impossibilità di averlo di nuovo. Ma vediamo cosa vuole fare la Meloni a riguardo.

Rdc: cosa vuole fare la Meloni?

Reddito di cittadinanza

Iniziamo con il cercare di capire quale sia l’intento di Giorgia Meloni circa il Reddito di Cittadinanza. Come è noto, la leader di Fratelli d’Italia ha definito più volte la misura come “stupida ed inutile”, criticando in particolare la sua avversità al sistema lavoro italiano. Ma effettivamente non verrà del tutto cancellato, anzi per alcune categorie sarà addirittura potenziato.

Fratelli d’Itali vuole infatti potenziare il Reddito per la categoria dei fragili. Togliendolo a coloro che non spetta, si può andare a finanziare una nuova misura per le aziende: una specie di Superbonus per l’assunzione di nuovo personale.

Rdc: come può essere cancellato?

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Vediamo ora come il Reddito di Cittadinanza può essere cancellato dall’ordinamento italiano. Non si tratta di una vera e propria cancellazione, ma bensì di applicare delle norme punitive che prima non venivano considerate. Una delle principali è quella del rifiuto di accettare un’occupazione congrua: al primo rifiuto scatterà la decadenza dal beneficio.

Questo per coloro che sono nei secondi o terzi 18 mesi di somministrazione: per coloro che sono più avanti vi sono altri metodi di decadenza. Per coloro che sono nei primi invece la decadenza scatta a partire dal secondo rifiuto.