Reddito di Cittadinanza: mancato pagamento ottobre, cosa succede?

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureato in Management Internazionale
04/11/2022

Reddito di Cittadinanza: secondo quanto segnalato da più utenti, sono in molti i percettori che non hanno ancora ricevuto la ricarica del sussidio relativo al mese di ottobre. Questo a causa dei ritardi dell’INPS sui controlli mensili, cosa che succede spesso quando sono presenti delle festività durante il periodo designato per i pagamenti.

inps-pensioni-1200×675

Reddito di Cittadinanza 2022: ritardi importanti con i pagamenti di ottobre.

Secondo quando segnalato da più utenti, molti percettori del sussidio non hanno ancora ricevuto le somme. La causa sarebbe da riscontrare nei ritardi dell’INPS sui controlli, una situazione che si verifica spesso quando sono presenti delle festività.

Vediamo nel seguente articolo cosa è successo e come funziona il sistema dei controlli sul Reddito di Cittadinanza.

Reddito di Cittadinanza: ritardi con i pagamenti di ottobre

money-1005464_1920

Negli ultimi giorni sono giunte numerose segnalazioni da parte di beneficiari del Reddito di Cittadinanza che non hanno ancora ricevuto il pagamento del sussidio relativo al mese di ottobre 2022.

In molti si chiedono il motivo per cui il pagamento sia stato sospeso o non sia arrivato, e la causa è da ricercare nei controlli svolti dall’INPS.

La risposta è arrivata direttamente dall’Istituto, che attraverso la pagina Facebook “INPS per la Famiglia” ha chiarito i motivi di questi ritardi nei pagamenti:

Non è stato possibile procedere con al pubblicazione dei rinnovi per circa 70 mila domande, a causa della mancata ricezione degli esiti di alcuni controlli.

Ma come funziona il sistema dei controlli di cui parla l’INPS?

Reddito di Cittadinanza: come funzionano i controlli?

12-inps-ansa

All’INPS spetta la prima fase dei controlli preventivi sui requisiti anagrafici, in precedenza di esclusiva competenza dei Comuni: la verifica avviene a priori e “a tappeto” su tutte le domande in base alle informazioni presenti nelle banche dati a sua disposizione.

Nello specifico, i dati anagrafici, di residenza, di soggiorno e di cittadinanza dichiarati in ogni domanda del Reddito di Cittadinanza vengono preventivamente verificati dall’INPS, sulla base delle informazioni presenti nelle banche dati in dotazione all’Istituto. Qualora, a seguito di tale controllo, dovessero emergere situazioni di incertezza in merito ai requisiti anagrafici, l’INPS potrà richiedere informazioni aggiuntive ai Comuni mediante il Sistema Informativo del Reddito di Cittadinanza.

Durante questa fase l’erogazione delle somme viene sospesa: trascorsi 120 giorni senza alcuna comunicazione da parte del Comune, il pagamento viene riattivato, ma il responsabile del procedimento dell’ente territoriale che deve fornire i dati risponde per il danno erariale causato dall’eventuale erogazione di somme non dovute.

All’INPS seguono poi i Comuni, che, all’atto della presentazione della domanda per il Reddito di Cittadinanza, devono effettuare le verifiche sostanziali e i controlli anagrafici sulla composizione del nucleo familiare dichiarato nell’istanza e sull’effettivo possesso dei requisiti (che verrà accertato anche successivamente all’erogazione del sussidio).

Per lo svolgimento di tali verifiche, l’INPS rende disponibili ai Comuni le informazioni rilevanti tramite la piattaforma del Sistema Informativo del Reddito di Cittadinanza. Tramite la stessa piattaforma i Comuni dovranno rendere noto all’INPS l’esito delle proprie verifiche.