Reddito di cittadinanza: nessuna proroga per i navigator, cosa succede adesso?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
03/11/2022

Addio ai navigator: questa è la decisione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che con una nota ha messo definitivamente fine alle figure professionali create per accompagnare i percettori del Reddito di cittadinanza nel mondo del lavoro.

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Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha deciso di non rinnovare i contratti dei navigator, le figure professionali nate per guidare i percettori del Reddito di cittadinanza nel mondo del lavoro. Tali figure hanno concluso la loro esperienza il 31 ottobre 2022, e dal primo novembre non sono più attive.

La decisione assunta dal Ministero rappresenta quella che sarà la linea del nuovo governo nei confronti del sussidio voluto dal Movimento 5 Stelle. La maggioranza di centrodestra, infatti, si propone di riformare ampiamente il Reddito di cittadinanza, se non addirittura eliminarlo nei prossimi anni.

Reddito di cittadinanza: addio ai navigator

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Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha annunciato di non prorogare l’esperienza dei navigatori tramite la nota del 1° novembre 2022:

In relazione alle notizie di stampa circolate in queste ore relative alla proroga degli ex navigator, scaduti lo scorso 31 ottobre, si precisa che detti contratti non sono prorogabili.

Sul tema e nell’ambito delle attività di coordinamento è stata invece avviata una mera attività ricognitiva tra le Regioni.

Eventuali ulteriori utilizzi degli ex navigator richiederebbero l’approvazione di una apposita norma, non allo studio del Ministero.

Navigator: una figura controversa

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Dalla sua introduzione, la figura dei navigator ha attirato su di sé non poca polemica per due motivi. Innanzitutto, il paradosso legato al ruolo svolto da queste figure, chiamate a svolgere un lavoro tutto nuovo supportando i Centri per l’Impiego che allo stesso tempo avrebbero dovuto formarli e la precarietà con cui è nata la figura professionale.

Come ricorda la Corte dei Conti, solo per la selezione di queste figure sono stati spesi 808.601 euro. In totale tra selezione, formazione, equipaggiamento, gestione amministrativa, il costo dei navigator dal 1° settembre 2019 al 31 dicembre 2020 ha raggiunto i 150 milioni di euro, a cui si devono aggiungere altri 76 milioni spesi fino al 31 settembre 2021. Si tratta di risorse che non hanno prodotto gli effetti per cui sono state investite, dall’inserimento lavorativo dei beneficiari del reddito di cittadinanza a quello dei navigator stessi.