Reddito di Cittadinanza: nuova truffa da due milioni di euro

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
13/12/2021

E’ stata scoperta una nuova truffa inerentemente al Reddito di Cittadinanza, dal valore di circa due milioni di euro. Il sistema consisteva nel truffare i beneficiari tramite un particolare metodo: scopriamo insieme i dettagli e come evitare di finire in truffe simili.

Soldi

Il gruppo di malviventi truffava gli ignari beneficiari del Reddito di Cittadinanza, convincendoli di effettuare la domanda al posto loro, per poi approfittarsi delle relative cifre a loro spettanti. I dettagli della truffa sono stati pubblicati da Il Messaggero: i soldi raccolti illecitamente dai malviventi ammontano a circa due milioni di euro.

Nel seguente articolo spiegheremo la truffa nel dettaglio con l’intento di evitare che altre persone finiscano in tranelli simili.

Reddito di Cittadinanza: il meccanismo della nuova truffa

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La truffa da ben due milioni di euro ha colpito molti cittadini di origine pachistana, che casualmente si sono accorti della probabile truffa. Analizziamo insieme il meccanismo della truffa. I soggetti coinvolti hanno tutti in comune due fattori ben distinti:

  • tutti avrebbero presentato domanda per il Reddito nello stesso CAF in provincia di Napoli;
  • tutti avrebbero ritirato la carta prepagata nello stesso ufficio postale a Grumo Nevano (NA).

I malviventi in primis si impegnavano a cercare profili adatti all’operazione: in seguito un complice li contattava con l’intento di risolvere le pratiche burocratiche. In verità erano proprio loro a fare domanda in nome di tali soggetti e dunque, essendo anche in possesso della carta Poste, ritiravano anche le somme a loro spettanti.

Truffa Rdc: lo stata attuale delle indagini

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Aggiorniamo i lettori anche dello stato attuale delle indagini, che sono partite grazie ad una segnalazione fatta proprio alla Polizia di Stato. Al momento sono stati posti in arresto tutti i soggetti che collaboravano per cercare le persone da truffare e che si procuravano i documenti idonei alla presentazione delle domande.

In concomitanza con l’inizio delle indagini, all’INPS di Napoli sono casualmente giunte almeno 20 rinunce al Reddito fatte da pachistani, dunque il sospetto è che la truffa nella sua interezza copra un numero di persone intorno alle 250. Le indagini hanno confermato che la truffa dovrebbe ammontare a circa due milioni di euro.

Da ciò si deduce che non è mai giusto affidare a sconosciuti i propri dati personali, visto che potrebbero essere utilizzati in queste modalità. Per consigli e informazioni è sempre bene consultare direttamente l’INPS.