Reddito di Cittadinanza: parte la raccolta firme per abolirlo

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
25/05/2022

A partire dal 15 giugno 2022 sarà attiva una raccolta firme per abolire il Reddito di Cittadinanza. Promotore dell’iniziativa è Italia Viva, che condanna la misura da tempo. Vediamo nel seguente articolo le reazioni delle diverse parti politiche.

LA CARD DEL REDDITO DI CITTADINANZATESSERA

Il Reddito di Cittadinanza potrebbe essere realmente abolito. Il motivo è la raccolta firme che partirà dal prossimo 15 giugno, indetta da Italia Viva e sostenuta da altri partiti. Di opinione contraria il Movimento 5 Stelle, che condanna fermamente l’iniziativa.

Vediamo insieme le uòtime novità sul tema e cosa potrebbe accadere.

Addio Reddito di Cittadinanza? Pronta la raccolta firme

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Dal 15 giugno partirà una raccolta firme per abolire il Reddito di Cittadinanza. La notizia è arrivata da Matteo Renzi di Italia Viva:

Vogliamo abolire il Reddito di cittadinanza e come previsto dalla legge dal 15 giugno partirà la raccolta ufficiale di firme, ma vogliamo soprattutto cambiare il mondo del lavoro per i più giovani.

Conferma sui social anche da parte del presidente Ettore Rosato:

Siamo al paradosso che spendiamo un sacco di soldi ma ci sono poveri senza aiuto, disoccupati senza proposte di lavoro, aziende senza lavoratori, più lavoro nero. Ci vogliono più soldi per la lotta alla povertà, risorse direttamente alle aziende che assumono, più soldi in busta paga a chi lavora.

Le polemiche maggiori sulla raccolta firme arrivano, invece, dal fronte dei grillini, tramite il sottosegretario Carlo Sibilia:

Nonostante la pandemia, la guerra e la crisi energetica, Italia Viva lancia una raccolta firme per togliere il Reddito di Cittadinanza ai poveri. I milionari non si toccano, ma chi prende 700 euro al mese va stangato. Il solito Robin Hood al contrario. Il neo-rinascimento italo-arabo secondo i renziani.

Reddito di Cittadinanza: a chi spetta?

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Per avere diritto al Reddito di Cittadinanza è necessario essere cittadino maggiorennee residente in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in modo continuativo, oppure essere:

  • cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, o apolide in possesso di analogo permesso;
  • cittadino di Paesi terzi familiare di cittadino italiano o comunitario, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;
  • titolare di protezione internazionale.

Inoltre, il nucleo familiare richiedente deve essere in possesso anche di specifici requisiti economici:

  • ISEE inferiore a 9.360 euro (in presenza di minorenni, si considera l’ISEE per prestazioni rivolte ai minorenni)
  • patrimonio immobiliare in Italia e all’estero, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro;
  • patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro per i single, incrementato in base al numero dei componenti della famiglia (fino a 10.000 euro), alla presenza di più figli (1.000 euro in più per ogni figlio oltre il secondo) o di componenti con disabilità (5.000 euro in più per ogni componente con disabilità e 7.500 euro per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza).
  • reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza (1 per il primo componente del nucleo familiare, incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente maggiorenne e di 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1, ovvero fino ad un massimo di 2,2 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza,).