Reddito di Cittadinanza: per chi sarà sospeso o cancellato?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
11/11/2022

Per quanto riguarda il Reddito di Cittadinanza, ci sono alcuni beneficiari che rischiano tagli rilevanti o addirittura la cancellazione del beneficio. Questa è la volontà della Meloni, che ha intenzione di far lavorare più persone possibile. Vediamo nel seguente articolo in quali casi sarà sospeso o cancellato il Reddito di Cittadinanza.

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Nel caos Reddito di Cittadinanza, sembra ora che molti beneficiari siano a rischio cancellazione o sospensione del beneficio, in linea con quanto previsto dalle nuove norme. Da una parte, una diminuzione degli importi spettanti è prevista ex lege, mentre dall’altra ci sono gli sviluppi di governo che potrebbero portare a delle novità.

Approfondiamo insieme la questione nel seguente articolo.

Rdc: per chi sarà tagliato o sospeso?

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Vediamo in primis quali sono i beneficiari che rischiano di vedersi sospeso o addirittura cancellato il beneficio del Reddito di Cittadinanza. La volontà è quella di rendere il Reddito simile alla Naspi, ossia funzionante come decalage, andando così a ridurre l’importo del 3% per ogni mensilità. Tale sitea dunque premia i beneficiari recenti a discapito di quelli che lo sono da più tempo.

La Lega è favorevole all’attuazione di questo meccanismo anche per il Reddito di Cittadinanza, in questo modo coloro che sono beneficiari da molto tempo saranno più incentivati a trovare lavoro con il diminuire nel tempo dell’assegno.

Rdc: ecco la proposta di Durigon

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Vediamo nel dettaglio qual è la proposta di Durigon, che si basa sull’assunto per cui il Reddito di Cittadinanza non può essere distribuito all’infinito allo stesso beneficiario. La prima volontà di Durigon è quella di fissare un limite temporale, oltre il quale non si può più essere beneficiari. Stabilire una durata massima di due anni e mezzo.

Tuttavia, solamente nei primi 18 mesi la famiglia godrebbe del reddito di cittadinanza per intero. Dopodiché, nei 30 mesi successivi il sussidio verrebbe ridotto proporzionalmente, nella misura che il governo ritiene più opportuna