Reddito di Cittadinanza: quali lavori si possono rifiutare?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
05/11/2022

Il Reddito di Cittadinanza sta per subire una radicale riforma, sulla volontà del premier Meloni, da sempre contraria alla modalità precedente. Verrà in particolare modificata la questione legata ai lavori congrui che si possono accettare o rifiutare. Vediamo quali sono le occupazioni che possono essere rifiutate.

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La previsione per cui chi non ha intenzione di lavorare non può prendere il Reddito di Cittadinanza, è in teoria già prevista dal regolamento del 2019 che ha introdotto la misura. Anche ad oggi infatti, vi sono delle tipologie di offerte lavorative che possono essere rifiutate ed altre no. Cerchiamo dunque di andare ad approfondire il concetto di lavoro congruo, che viene definito in base a tre principi:

  • coerenza tra l’offerta di lavoro, le esperienze e le competenze maturate;
  • distanza del luogo di lavoro dal domicilio, nonché i tempi di trasferimento mediante mezzi pubblici di trasporto;
  • durata dello stato di disoccupazione.

Rdc: quali offerte si possono rifiutare?

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Iniziamo la nostra analisi andando a capire quali sono le offerte lavorative che si possono rifiutare e quali sono invece quelle che non si possono rifiutare. Quelle che devono essere accettate sono appunto le offerte congrue, le cui caratteristiche sono state spiegate sopra.

In caso di rifiuto, scattano immediatamente delle sanzioni che andranno ad impattare sulle somme del reddito che si percepisce.

Rdc: cosa succede se si rifiuta un’offerta congrua?

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Vediamo ora quali sono le sanzioni previste per i beneficiari dell’Rdc che rifiutano delle offerte di lavoro congrue. Per coloro che sono beneficiari da meno di 18 mesi, il reddito di cittadinanza si riduce costantemente di 5 euro, fino a quando viene raggiunta la soglia di 300 euro.: sotto a questa soglia non è infatti possibile scendere.

Al secondo rifiuto, invece, il reddito di cittadinanza viene tolto e inoltre viene impedito di effettuare una nuova richiesta per i successivi 18 mesi, che diventano 6 nel caso dei nuclei con componenti minorenni o disabili.