Reddito di Cittadinanza: quali sono le alternative?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
23/01/2023

Il Reddito di Cittadinanza ha intrapreso il suo viaggio verso la cancellazione totale, come fortemente voluto dalla premier Meloni. Ma sono state ideate delle agevolazioni sostitutive? Approfondiamo insieme la vicenda.

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Quale sarà la sorte delle oltre 400 mila famiglia che percepiscono il Reddito di Cittadinanza? Sono state ideate delle soluzioni alternative per consentire loro di non effettuare un ulteriore passo verso la povertà? Questi sono tutti interrogativi che ci si sta ponendo da mesi ormai, ai quali però non è ancora stata data una risposta certa.

Reddito di Cittadinanza: rischio povertà per milioni di persone

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Il governo sta per cancellare definitivamente il Reddito di Cittadinanza dall’ordinamento italiano, in quanto non in linea con i piani politici di centrodestra. Questo però porterà dei seri danni economici alle 400 mila e più famiglie che oggi lo percepiscono. Dunque la vittoria politica della destra potrebbe trasformarsi in una debacle culturale e sociale.

Taglio al Rdc: quanto risparmia lo Stato?

Lo Stato andrà a risparmiare moltissimi soldi con il taglio netto del Reddito di Cittadinanza: si stima quasi oltre un miliardo di euro. Con questi soldi si potrà intervenire in maniera decisa sul fronte bollette e carburanti, senza dimenticare la delicata situazione delle pensioni in Italia.

Rdc: quanti rischiano la povertà?

Seconda le stime più recenti, sono a rischio povertà assoluta circa 700 mila persone, che senza alcun sostegno economico rischiano di trovarsi a reddito zero. In alternativa a questo, in molti chiederanno la possibilità di lavorare, anche a nero, facendo così aumentare criminalità e evasione.

Rdc: quanto serve una misura alternativa?

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Valutiamo ora quanto è necessaria per queste persone una misura alternativa. Uno stop così brusco richiede la predisposizione di appositi corsi di formazione, di strutture idonee per ricercare un lavoro, in modo tale da inserire il prima possibile gli ex beneficiari nel settore del lavoro.

Questo scenario ad oggi non sembra essere stato considerato dal governo, che sta tirando dritto verso la cancellazione, non curante degli effetti sociali.