Reddito di Cittadinanza: stop a chi rifiuta la seconda offerta di lavoro

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
08/01/2022

Per il 2022 sono state modificate le clausole che fanno venir meno il beneficio del Reddito di Cittadinanza. Tra queste vi è quella del rifiuto della seconda offerta di lavoro congrua: sono previsti infatti nuovi controlli, sanzioni ed incentivi. Vediamo insieme nel dettaglio.

Reddito di cittadinanza

Il governo ha deciso di aumentare la dotazione del Reddito di Cittadinanza, di un ulteriore miliardo di euro, ma anche di porre delle limitazioni ancora più importanti di quelle previste fino ad ora. In particolare le novità si muovono verso due direzioni: da una parte inasprimento del sistema di controlli e sanzioni e, dall’altra, il rafforzamento delle misure incentivanti e disincentivanti.

Scopriamo dunque tutte le novità inerenti al Reddito di Cittadinanza.

Reddito di Cittadinanza: rafforzamento delle misure preventive

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Dopo i numerosi tentativi di truffa e frode posti in essere da alcune bande organizzate, che hanno sottratto milioni di euro illecitamente, si è scelto di aumentare i controlli preventivi previsti. Tali misure saranno predisposte dall’INPS, che insieme al Ministero del Lavoro e all’Agenzia delle Entrate, si adopererà a migliorare l’analisi dei dati dei richiedenti.

Tale procedura avverrà anche con la collaborazione della Guardia di Finanza e del Ministero degli Affari Esteri. Sarà poi da vedere se il piano di controlli preventivi porterà dei risultati tangibili.

Le novità non finiscono qui: vediamo in che modo è possibile perdere il Reddito di Cittadinanza.

Reddito di Cittadinanza: stop a chi rifiuta la seconda offerta congrua

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Il legislatore ha scelto di inasprire le sanzioni in caso di rifiuto di offerte di lavoro congrue al profilo del beneficiario. Infatti, dopo il secondo rifiuto di un’offerta congrua, il contribuente perderà il diritto ad avere il Reddito di Cittadinanza. In precedenza, tale sanzione era prevista al terzo rifiuto, ma si è appunto deciso di portare il limite a due anche per velocizzare la rioccupazione di tali soggetti.

E’ stata modificata anche la definizione di offerta congrua: viene considerata congrua l’offerta di lavoro effettuata con contratto a tempo indeterminato o part-time al 60%. In caso di contratto a tempo determinato, deve essere di durata superiore a 3 mesi.