Reddito di Cittadinanza: sventata truffa da 60 milioni di euro!

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
12/11/2021

La scoperta è stata effettuata dalla Guardia di finanza che ha posto in essere un’indagine ben strutturata, articolata in più province quali Cremona, Lodi, Brescia, Pavia, Milano, Andria, Barletta e Agrigento. Scopriamo come è stata architettata la truffa.

Reddito di cittadinanza

Dopo l’allarme truffa lanciato dall’Agenzia delle Entrate sulle potenziali truffe riguardanti i bonus edilizi, è recentissima la conferma di una maxi truffa che ha coinvolto il Reddito di Cittadinanza. La Guardia di Finanza ha denunciato ben 9 mila persone, tutte coinvolte nella truffa da circa 60 milioni di euro.

Dietro alla truffa vi sarebbe un’organizzazione composta da sedici soggetti comunitari, uno anche italiano, che avrebbero orchestrato un piano di estorsione volto ad accaparrarsi somme erogate dallo Stato. Scopriamo i dettagli della vicenda.

Truffa Reddito di cittadinanza: ecco come sono nati i sospetti

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Cerchiamo di capire come si svolgeva la truffa e quali sono stati i campanelli d’allarme che hanno attivato l’indagine della Guardia di Finanza. In primis si notavano dei codici fiscali emessi in maniera eccessivamente rapida da parte degli enti preposti, la rapidità non è di certo di casa in Italia, ed altre anomalie tecniche.

Inoltre ciò che ha dell’incredibile sono le dichiarazioni di convivenza: a Milano, in una normale palazzina di Piazza Selinunte, erano dichiarate residenti 518 persone. In due condomini di via degli Apuli e viale Arepusa invece avrebbero dovuto vivere contemporaneamente 287 persone e 212 persone relativamente.

E’ chiaro che ci si trova dinanzi ad una truffa per richiedere falsi Redditi di Cittadinanza. Con tale sistema gli indiziati si sono intascati ben 20 milioni di euro.

Reddito di cittadinanza: chi sono i truffatori

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Sono state poste in stato di ferma le sedici persone facenti parte dell’associazione a delinquere che ha posto in essere la truffa. Questi sono per la gran parte di origine rumena, una persone è invece italiana: il loro compito era quello di fornire nominativi di connazionali rumeni, fingendo che questi fossero in Italia e in possesso dei requisiti per avere il Reddito di Cittadinanza.

Queste in realtà sono residenti in Romania e non in possesso di tali requisiti. L’ausilio di alcuni lavoratori del Caf è stato essenziale per fare le pratiche false e mettere in moto la macchina. Dalle indagini svolte in sinergia della Guardia di Finanza e dall’Inps, è emersa grave responsabilità anche dei dirigenti dei Caf coinvolti.

Si tratta di una pagina nera dell’assistenzialismo sociale italiano, in particolare poiché vi è il coinvolgimento diretto di soggetti operanti in centri di importanza sociale elevatissima.