Reddito di Cittadinanza: truffa allo Stato per 700mila euro

Camilla
  • Dott. in Scienze della Comunicazione
08/10/2021

Continuano le truffe allo stato per mano dei furbetti del Reddito di Cittadinanza. Treviso – 7 settembre 116 persone sono state fermate per l’indebita percezione del reddito di cittadinanza per oltre 700mila euro.

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Nella giornata di ieri la Guardia di Finanza di Treviso ha accertato che 116 soggetti hanno indebitamente acquisito il sussidio statale, frodando lo stato per un totale di 700mila euro.

Treviso: rubati 700 mila euro

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I finanzieri del comando provinciale i Brescia, grazie ad una lunga serie di accertamenti mirati, condotti anche grazie all’aiuto della componente specialistica del corpo e insieme all’Inps, il corpo investigativo ha identificato i 116 soggetti che nella provincia hanno indebitamente percepito il Reddito di Cittadinanza, senza chiaramente avere i requisiti corretti per poterlo ricevere.

I 116 soggetti individuati sono stati denunciati all’Agenzia dell’Entrate, ma la Finanza ha provveduto anche a segnalare l’accaduto alla Direzione Provinciale dell’Inps con lo scopo di revocare immediatamente il sussidio e di recuperare le cifre erogate e incassate indebitamente, quantificabili intorno a centinaia di migliaia di euro.

Un’ulteriore operazione ha permesso di segnalare 61 persone accusate di aver violato le disposizioni del decreto e percepito il Reddito di Cittadinanza pur essendo detenuti o destinatari di misure cautelari. Tra questi, addirittura, alcuni condannati in via definitiva per gravi reati, e un soggetto che oltre ad essere sottoposto agli arresti domiciliari deteneva anche tre auto di lusso, tra cui una Porsche immatricolata da poco.

I controlli

I controlli sono stati incentrati sulla veridicità dei dati contenuti all’interno dell’autodichiarazione dei beneficiari illeciti. I 116 soggetti, posizionati su tutto il territorio della provincia, sono stati individuati a causa delle loro posizioni irregolari. Tra questi un oggetto possedente un Suv di lusso, Maserati “levante”. Per 45 di loro, in gran parte stranieri, la causa dell’illegittimità è la mancata residenza, tenendo conto che la legge prevede, per l’acquisizione del beneficio l’obbligo, di risiedere continuativamente in Italia da almeno 10 anni. Inoltre, tra i richiedenti, sono risultati anche tre italiani iscritti all’Aire, che hanno falsamente dichiarato di risiedere in Italia, quando in realtà vivono all’estero, soltanto per beneficiare del sussidio statale. Un coneglianese, emigrato nel 2011 in Venezuela, è rientrato in Italia nell’estate del 2019, presentando dopo appena due settimane l’istanza per accedere al Rdc.