Reddito di cittadinanza: tutte le novità del governo Meloni

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
07/11/2022

Il governo Meloni è al lavoro sulle modifiche da applicare al Reddito di cittadinanza fin dal suo giuramento. Vediamo insieme quali sono le novità che il nuovo esecutivo vorrebbe introdurre.

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Già in campagna elettorale, il centrodestra aveva annunciato profonde modifiche al Reddito di cittadinanza, e ora che si trova al governo, Giorgia Meloni e i suoi alleati hanno intenzione di apportare i cambiamenti promessi al sussidio.

Nonostante si fosse parlato per diverso tempo di un’abolizione del Reddito, l’esecutivo sta valutando una serie di modifiche che cambieranno radicalmente la misura senza però cancellarla. Vediamo insieme quali sono le novità in merito.

Reddito di cittadinanza: come cambierà

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Attualmente, si può beneficiare del Reddito di cittadinanza finché non si trova lavoro. Uno dei primi cambiamenti proposti dal governo Meloni è l’introduzione di una durata massima. Attualmente la Naspi, il sussidio per chi perde il posto di lavoro, dura 18 mesi. Il “nuovo” Reddito di cittadinanza potrebbe aggiungere altri 30 mesi di supporto portando al massimo cinque anni la copertura entro la quale il percettore dovrà trovarsi un posto di lavoro. Negli ultimi 18 mesi del sussidio potrebbe anche essere prevista una diminuzione mensile dell’importo.

La Lega ha proposto che dopo 18 mesi, se il percettore del Reddito di cittadinanza non avesse ancora trovato lavoro, quest’ultimo verrebbe introdotto in un percorso di politiche attive del lavoro, previa sospensione del sussidio. Durante questi sei mesi, tanto dovrebbe durare il percorso, verrebbe economicamente sostenuto grazie al Fondo sociale europeo. Se dopo la formazione non riuscirà ancora ad entrare nel mondo del lavoro, il percettore verrà sospeso per sei mesi al termine dei quali potrà richiedere il Reddito di cittadinanza che lo coprirà per 12 mesi ma con una decurtazione del 25%. Passato questo periodo, nei quali si prevedono ulteriori corsi di formazione, subirà una nuova sospensione di sei mesi al termine dei quali potrà richiedere, per l’ultima volta, il Reddito di cittadinanza che lo sosterrà per sei mesi con una nuova decurtazione del 25%. Inasprita anche la regola del lavoro rifiutato: se non si accetta anche solo una proposta congrua di occupazione, il Rdc viene tolto.