Reddito di Cittadinanza: ville nascoste e figli inventati

Camilla
  • Dott. in Scienze della Comunicazione
16/11/2021

Monza- maxi truffa ai danni dello Stato. Trecento soggetti controllati, trenta dei quali ricevevano il sussidio senza averne diritto, hanno recato danno allo Stato per oltre 200mila euro. Scopriamo la vicenda

Reddito di cittadinanza (1)

Qualche ora fa a Monza sono state sottoposte a controlli circa trecento persone, trenta dei quali risultano percepire il Reddito di Cittadinanza illecitamente. Il danno è stato quantificato intorno ai duecento mila euro. I soggetti avevano nascosto ville, inventato figli e dichiarato, falsamente, di essere residenti in Italia.

Monza maxi truffa ai danni dello stato: rubati 200mila euro

Alcuni soggetti hanno dichiarato di avere figli a carico, altri invece dichiaravano la residenza in Italia da oltre dieci anni, quando in realtà erano emigrati da poco. Altri ancora, pur possedendo case e immobili a Monza città ed anche in provincia, percepivano il sussidio statale.

La truffa è stata svelata grazie ai carabinieri della compagnia di Monza, agli ordini del maggiore D’onofri. Gli accertamenti erano partiti già da settembre, e ad oggi hanno portato a scoprire trenta soggetti, su circa trecento controllati, che indebitamente acquisivano il Reddito di Cittadinanza. I danni arrecati allo stato si aggirano intorno ai 200mila euro. Le indagini sono state attuate confrontando dati anagrafici, situazione dei carichi pendenti, certificati penali, con i documenti forniti all’Inps di Monza per attestare l’Isee, indicatore della situazione economica.

In parecchi ricorrevano a false attestazioni sul numero dei componenti della famiglia, oppure si dichiaravano nullatenenti, pur avendo case di proprietà.

Soltanto qualche giorno fa la Guardia di Finanza aveva scoperto una truffa milionaria: rubati 20 milioni di euro di Reddito di Emergenza. I soggetti in questione erano 9.000 romeni che non avevano nemmeno mai messo piede in Italia. Gli arresti, per mano del gip Teresa de Pasquale su richiesta del pm Paolo Storari, sono stati additati per truffa aggravata, associazione a delinquere ed estorsione. I truffatori addirittura pubblicavano sulla piattaforma più seguita dai giovani, TikTok, video con le somme di denaro incassate illecitamente.