Reddito di Libertà 2023 per donne vittime di violenza: cos’è e quando spetta

Il Reddito di Libertà consiste in un aiuto economico riconosciuto alle donne vittime di violenza, riconosciuto con l’obiettivo di sostenerle nelle spese primarie e nella riacquisizione dell’autonomia personale e abitativa. Vediamo nel seguente articolo tutti i dettagli della misura.

vista-ravvicinata-della-giovane-donna-che-fa-il-gesto-di-arresto-con-la-sua-mano-min

Il Reddito di Libertà consiste in un sussidio mensile fino a 400 euro che viene riconosciuto per un massimo di 12 mesi alle donne che hanno subito violenze.

La misura ha l’obiettivo di sostenere la vittima nella riacquisizione dell’autonomia personale e abitativa: vediamo nel seguente articolo come funziona, quando spetta e come richiederlo.

Reddito di Libertà 2023: cos’è e quando spetta

money-3

Il Reddito di Libertà è una misura di sostegno riservata alle donne vittime di violenza, che prevede un sussidio dall’importo massimo di 400 euro mensili riconosciuto per un massimo di 12 mesi consecutivi. Il sussidio è erogato allo scopo di sostenere la donna nelle spese per l’autonomia abitativa e nella riacquisizione dell’autonomia personale, ma anche gli eventuali costi relativi al percorso scolastico e formativo dei figli minori.

Come fare domanda

Le domande per il Reddito di Libertà 2023 vanno presentate direttamente dalle donne interessate, o tramite delegato o rappresentante legale, presso il proprio Comune di residenza. L’inserimento delle istanze è infatti compito dell’operatore comunale, che oltre a compilare i vari campi presenti nella procedura online avrà l’onere di richiedere alla donna:

  • l’attestazione della condizione di bisogno ordinario o della condizione di bisogno straordinario e urgente, rilasciata dal servizio sociale professionale di riferimento territoriale;
  • la dichiarazione che attesta il percorso di emancipazione e autonomia intrapreso dalla donna, rilasciata dal legale rappresentante del centro antiviolenza.

Le somme verranno erogate direttamente sul conto corrente intestato al richiedente indicato al momento della presentazione della domanda.

La misura è compatibile con altri strumenti di sostegno al reddito, come il Reddito di Cittadinanza, la NASpI e l’assegno unico.

Lascia un commento