Reddito d’inclusione: cos’è e come funziona?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
05/01/2023

Per il 2024 il welfare italiano potrebbe essere adornato di una nuova misura, che prenderebbe il posto dell’attuale Reddito di Cittadinanza. Stando alla volontà del Ministro del Lavoro Calderone, è possibile che il Reddito d’Inclusione vada a prendere il posto del Reddito di Cittadinanza, ma solo nel 2024. Approfondiamo insieme la questione.

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Il governo Meloni si era da subito schierato in opposizione al Reddito di Cittadinanza: già in campagna elettorale era chiara la strada che il governo avrebbe intrapreso, in quanto la premier aveva definito la misura “stupida ed inutile”. Ora sono state fatte delle modifiche per renderla più stringente, ma per il 2024 è assi probabile che la misura verrà tolta dall’ordinamento.

Il Ministro del Lavoro Calderone ha in mente de introdurre il così detto Reddito d’Inclusione. Vediamo come funziona e di cosa si tratta.

Reddito d’Inclusione: come funziona?

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Il Reddito d’Inclusione era presente nell’ordinamento italiano, entrato in vigore il 1° Gennaio 2018, voluto dal governo Renzi per combattere la povertà. Nella precedente forma si componeva di due parti:

  • un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa;
  • un contributo economico erogato mensilmente tramite una carta di pagamento elettronica.

Le some spettanti, come per il Rdc, venivano inserite in un’apposita carta, detta Carta Rei, ma la domanda per averlo doveva essere presentata nel Comune di appartenenza. Gli importi variavano in base alla composizione del nucleo familiare: per una persona spettavano 187,50€, con sei o più 539,82€.

Reddito d’Inclusione: chi sarebbero i beneficiari?

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Vediamo ora, sempre con occhio al passato, chi sarebbero i potenziali beneficiari della misura. Per essere beneficiari bisognava vere dei requisiti ben precisi:

  • Isee non superiore a 6.000 euro (per il Rdc 9.360 euro);
  • Reddito non superiore a 3.000 euro (per il Rdc 6.000 euro);
  • valore del patrimonio immobiliare non superiore a 20.000 euro, esclusa la casa di abitazione;
  • valore del patrimonio mobiliare non superiore a 10.000 euro, ridotto a 8.000 euro per la coppia e a 6.000 euro per la persona sola.

Chissà se il governo Meloni seguirà questo modello per riportar n vigore il Reddito d’Inclusione?