Redditometro 2021: cos’è e come funziona

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
15/06/2021

Lotta all’evasione: il Governo Draghi starebbe pensando di attivare il nuovo Redditometro, prendendo come anno di partenza di riferimento il 2016. Aperta una consultazione sul portale del MEF con le categorie più rappresentative dei consumatori: c’è tempo fino al 15 luglio per dare il proprio parere.

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Il Governo Draghi è al lavoro sul nuovo Redditometro, strumento bloccato nel 2018 volto ad analizzare i redditi dei contribuenti e le relative capacità contributive. La proposta nasce come ulteriore mezzo per combattere l’evasione fiscale.

Il MEF ha aperto sul proprio portale una consultazione con le categorie più rappresentative del consumatori, che avranno tempo fino al prossimo 15 luglio per esprimere i propri pareri.

Ma che cos’è il Redditometro? E come funziona? Vediamolo insieme.

Draghi vuole reintrodurre il Redditometro

Redditometro 2021: cos'è e come funziona

Mario Draghi sembra intenzionato a rispolverare il Redditometro, lo strumento bloccato nel 2018 utilizzato per tenere d’occhio i redditi dei contribuenti e le relative capacità contributive.


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La proposta, già formalizzata dall’Esecutivo, passa ora ad una fase di consultazione pubblica sul portale del Ministero dell’Economia e delle Finanze, con le principali categorie dei consumatori che potranno esprimere i propri pareri entro il 15 del mese di luglio.

Tra le disposizioni del decreto attuativo del nuovo Redditometro 2021 sarebbe indicato il 2016 come anno di partenza di riferimento. Il Fisco, inoltre, ha già comunicato che concederà ai contribuenti la possibilità di dare una prova contraria nel caso in cui si rilevassero eventuali spese sospette e non in linea con i redditi rilevati.

Nuovo Redditometro 2021: come funziona

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Il Redditometro è uno strumento nato con l’obiettivo di combattere l’evasione fiscale tramite la mappatura della capacità contributiva di tutti i contribuenti italiani.

Il meccanismo del Redditometro si basa sull’analisi e la rilevazione dei redditi delle persone, per poi valutarne la corrispondenza con le spese sostenute dallo stesso.

Tra le principali spese indicate nel decreto attuativo ci sarebbero quelle per: il mutuo, l’affitto, le bollette, i medicinali, i mezzi di trasporto e l’istruzione dei figli.

I controlli del Fisco scattano automaticamente in presenza di uno scostamento superiore al 20% tra il reddito dichiarato e le spese sostenute dal contribuente.


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