Regime forfettario 2022: requisiti, tassazione e chi non può accedere

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureato in Management Internazionale
14/10/2022

Regime forfettario 2022: come funziona? Chi può accedere al regime fiscale agevolato? Vediamo nel seguente articolo quali sono i requisiti economici da rispettare e le tipologie di partite IVA che, invece, sono escluse dalla tassazione speciale del 15%.

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Quando è possibile beneficiare del regime forfettario?

Per poter accedere al regime fiscale agevolato le partite IVA devono rispettare determinati requisiti economici. Vediamo nel dettaglio quali sono e i casi in cui, invece, non è possibile accedervi.

Regime forfettario 2022: come funziona

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Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato per le partite IVA individuali, introdotto dalla Legge di Stabilità del 2015 con l’obiettivo di garantire alcune semplificazioni sia a livello di tassazione che a livello contabile e rinnovato dalla prossima Legge di Bilancio.

Il sistema prevede l’applicazione di un’aliquota fissa su ricavi e compensi fino ad un massimo di 65.000 euro annui:

  • al 15% per la generalità delle partite IVA;
  • al 5% per le start up.

Per calcolare quante tasse si pagano effettivamente, quindi, è necessario moltiplicare l’importo fatturato per l’aliquota fiscale del 15% (o del 5% se si è una start up) e successivamente moltiplicare il risultato ottenuto per il coefficiente di redditività.

Regime forfettario: i requisiti

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I requisiti da rispettare per accedere al regime forfettario sono rimasti gli stessi rispetto allo scorso anno. Nel dettaglio, per poter rientrare nel regime forfettario 2022 è richiesto alle partite IVA:

  • di avere ricavi o compensi non superiori a 65.000 euro;
  • di non aver sostenuto spese superiori a 20.000 euro lordi per lavoro accessorio, lavoro dipendente e per compensi erogati ai collaboratori, anche assunti per l’esecuzione di specifici progetti;
  • di non aver percepito oltre 30.000 euro di redditi da lavoro dipendente o da pensione. Tale soglia non si applica ai lavoratori licenziati o che si sono dimessi, che quindi hanno libero accesso al regime agevolato.

Regime forfettario: chi è escluso

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Di seguito, invece, tutte le categorie di contribuenti che non possono accedere alla tassazione agevolata:

  • le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini Iva o di regimi forfettari di determinazione del reddito;
  • i non residenti, ad eccezione di coloro che risiedono in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono in Italia almeno il 75% del reddito complessivamente realizzato;
  • i soggetti che effettuano, in via esclusiva o prevalente, operazioni di cessione di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi;
  • gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari ovvero che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte individualmente;
  • le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili a tali datori di lavoro, fatta eccezione per chi inizia una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • coloro che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e/o assimilati di importo superiore a 30.000 euro, tranne nel caso in cui il rapporto di lavoro dipendente nell’anno precedente sia cessato (sempre che in quello stesso anno non sia stato percepito un reddito di pensione o un reddito di lavoro dipendente derivante da un altro rapporto di lavoro);
  • i titolari di quote in società di persone in qualsiasi percentuale;
  • i titolari di quote srl e associazioni che permettono il controllo.