Rider Just Eat assunti: quanto guadagnano?

05/02/2021

Just Eat: i rider saranno assunti con contratto anche in Italia, secondo il modello Scoober. Compenso medio di 9 euro l’ora e garanzia di tutele come ferie, malattia e copertura assicurativa. I sindacati approvano ma ora chiedono un contratto collettivo nazionale.

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Da marzo 2021 Just Eat avvierà le prime assunzioni di rider in Italia con contratto di lavoro subordinato, sulla falsariga del modello Scoober, già applicato in vari paesi europei. I corrieri saranno classificati come lavoratori dipendenti.

I contratti garantiranno tutele come ferie e malattia e assicureranno indennità per il lavoro notturno e nei festivi. Previsto anche un compenso minimo orario, dal valore medio di circa 9 euro, oltre alla dotazione di mezzi e dispositivi di sicurezza.

I sindacati accolgono positivamente l’apertura di Just Eat ma ora pretendono di stipulare un contratto collettivo nazionale. Flessibilità, sostenibilità e determinazione dei minimi retributivi le richieste principali delle associazioni.


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Just Eat: contratti per i rider anche in Italia

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Le prime assunzioni partiranno nel marzo prossimo dalla Lombardia e introdurranno contratti di lavoro subordinato per tutti i corrieri di Just Eat, la famosa piattaforma di consegne di cibo controllata da Just Eat Takeaway.com.

Il prototipo dei contratti sarà quello già applicato in numerosi paesi europei (e conosciuto come modello Scoober) e garantirà numerose tutele, tra cui: ferie, malattia, indennità per il lavoro notturno e nei festivi, maternità e paternità.

Inoltre, saranno previste coperture assicurative, tutele previdenziali e corsi di formazione obbligatoria, oltre che l’apertura di centri di snodo, dove i corrieri avranno a disposizione mezzi per le consegne e dispositivi di sicurezza.

Ma il punto più importante è quello che riguarda il salario garantito. A tal proposito, l’azienda di consegne si è espressa in una nota:

“L’azienda garantirà un compenso orario del valore medio di circa 9 euro. Si tratta di un valore indicativo, che si ottiene applicando su una paga base di 7,5 euro l’ora, indipendentemente dalle consegne effettuate, il pacchetto di maggiorazioni previste dalla normativa in vigore. A tale somma si aggiungerà un ulteriore sistema di bonus legato al numero di consegne.”

Just Eat: le richieste dei sindacati

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I sindacati hanno accolto favorevolmente l’apertura sui contratti da parte di Just Eat ma ora richiedono ulteriori tutele per i corrieri.


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La Cisl, in una nota, ha espresso la propria posizione:

“Saranno circa tremila le assunzioni di riders con contratto di lavoro subordinato che inizieranno già nel mese di marzo, sia a pieno tempo che part-time. Ma bisogna prima trovare un punto di incontro attraverso il quale stabilire regole chiare e adeguate tutele per i lavoratori.”

Anche la Cgil si aspetta ulteriori passi in avanti da Just Eat e richiede a gran voce la stipula di un contratto collettivo nazionale, che dovrà poi essere il punto di riferimento per fissare i minimi retributivi.

Cristian Sesena, responsabile dell’area Contrattazione Mercato del Lavoro della Cgil, sottolinea:

“All’azienda abbiamo chiesto di condividere un accordo di secondo livello che sia da un lato capace di rispondere all’esigenza di coniugare flessibilità e sostenibilità, dall’altro di garantire un salario certo e dignitoso, un minimo orario garantito, un sistema premiante equo ed il riconoscimento di agibilità e diritti sindacali.”

Just Eat ha presentato ai sindacati un documento di lavoro che sarà discusso nelle prossime settimane. Si attendono quindi novità importanti entro il mese di marzo.

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureando in Management Internazionale
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
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