Riforma ammortizzatori sociali 2021 rinviata a settembre

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
24/07/2021

Manca una settimana alla scadenza prefissata dal Ministro Orlando per la riforma degli ammortizzatori sociali. Purtroppo la situazione attorno ai sussidi e alle politiche attive è ancora un cantiere aperto ed è sempre più probabile un suo rinvio a settembre. 

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Manca soltanto una settimana alla scadenza del 31 luglio, di fatto fissata tempo fa dal ministro del Lavoro Andrea Orlando. Ma per l’attesa riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive, prevista espressamente anche dal Pnrr seppure senza vincolarla a termini perentori, si delinea il rinvio a settembre.

Si sta lavorando moltissimo, ma sembrano esserci due scogli insuperabili: quello delle risorse e il meccanismo per garantire gli ammortizzatori anche alle imprese più piccole (sotto i 5 addetti).

Ammortizzatori sociali: il piano Orlando

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La visione del ministro è quella di somministrare a tutti almeno un ammortizzatore sociale, ritoccato al rialzo come importo, anche a coloro oggi coperti dalla cassa in deroga, destinata a scomparire. Le nuove settimane di Cig (a seconda di settore e dimensione aziendale, si ragiona su 9-12 fino a un massimo di 25-30 settimane di sussidio) sarebbero, almeno nella fase di transizione (calcolata in 1-2 anni), per coloro che oggi non hanno ammortizzatori ordinari, a carico dello Stato.

Un piano ambizioso, che purtroppo si sta scontrando con problematiche politiche, molto complesse da superare.

I nodi da sciogliere

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Il problema principale è quello del reperimento delle somme di denaro: lo stop al cashback e la rispettiva entrata di 1,5 miliardi è chiaramente insufficiente. I miliardi necessari infatti, secondo il Sole 24 ore, sono circa 6/7.

Il ministero dell’Economia già nelle scorse settimane avrebbe fatto capire di non essere in grado di ricavare questi fondi.

asticella dovrebbe essere quindi abbassata. Con una ricaduta diretta su alcune priorità indicate da Orlando. Come quella dell’estensione degli ammortizzatori alle piccolissime imprese che, come detto, nella fase iniziale sarebbe sostanzialmente tutta a carico dello Stato.

La scadenza dunque è vicina, ma sembra molto complicato riuscire a superare questi scogli.