Riforma ammortizzatori sociali: novità per cassa integrazione e NASPI

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
26/06/2021

È in arrivo la riforma degli ammortizzatori sociali, annunciata da tempo dal Ministro Orlando e ribadita ieri in occasione del G-20 di Catania. Dovrebbe avere il via anche la condivisione delle bozze sulla riforma, con i ministeri competenti, ossia MISE e MEF.

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Il Ministro del lavoro Orlando è sicuro che la riforma degli ammortizzatori sociali è in dirittura d’arrivo. La condivisione delle bozze con il ministero dello sviluppo economico e dell’economia, è prevista per la settimana prossima. La riforma toccherà numerosi ambiti che necessitano di essere rivisti quali le partite Iva, la cassa integrazione universale, la NASPI e il lavoro autonomo.

Si stima che la riforma dovrebbe essere attuata per Luglio, su forte spinta dei sindacati che richiedono il blocco dei licenziamenti.

Vediamo però cosa prevede il piano Orlando.

Riforma ammortizzatori sociali: che aree riguarda il piano Orlando

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In primo luogo, la riforma è orientata alla semplificazione di alcuni strumenti, tra cui in particolare la cassa integrazione. Questa, secondo la riforma, dovrebbe essere strutturata su base assicurativa e dovrebbe essere estesa anche alle piccole imprese con meno di 5 dipendenti. Le aziende, dal canto loro, pagheranno un contributo addizionale ma differenziato.

Altre novità sono in arrivo per la NASPI, l’indennità di disoccupazione. Con la riforma diventerebbe universale e estesa a tutti i collaboratori, autonomi e alle partite Iva.

Si sta pensando anche ad un reddito minimo garantito per i giovani professionisti, con un importo inferiore a quello del Reddito di cittadinanza. Riguardo alla Naspi, si sono espressi anche i sindacati, chiedendo l’aumento della durata per coloro che hanno pochi contributi.

Il piano Orlando

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Il primo step del piano del ministro del Lavoro è quello di avviare delle interlocuzioni con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, per discutere della ripartizione dei costi, e con quello dello Sviluppo Economico per la crisi del settore industriale.

Da qui poi partirà la distribuzione degli aiuti per le aree di intervento sopra citate, su tutte quella della cassa integrazione.