Riforma del Fisco: chi pagherà meno tasse?

09/06/2021

Già a partire da luglio probabilmente ci saranno delle novità sulla riforma fiscale che si sta per attuare in Italia: in parlamento si sta discutendo sulle varie opzioni proposte dalle forze politiche e presto si arriverà a una definizione conclusiva. Cosa cambierà e chi potrà pagare meno tasse? 

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In Italia si sta per attuare una riforma del sistema fiscale: in questi giorni la discussione in parlamento è aperta, con tutti i gruppi parlamentari che hanno presentato le loro proposte da valutare in vista delle modifiche che andranno fatte e su cui si saprà di più probabilmente a partire dal prossimo luglio.

Diminuire la pressione fiscale in Italia

Anche se in modo diverso, tutte le forze politiche tendono a voler diminuire la pressione fiscale su quello che è considerato come il “ceto medio”, i cui redditi vanno dai 28mila ai 55mila euro. Nonostante le diverse proposte, infatti, l’obiettivo dovrebbe essere quello di diminuire il numero delle aliquote e di attenuare la differenza del prelievo fiscale per quello che riguarda il secondo e il terzo scalone di reddito (fino a 55mila euro).


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Solo valutando l’andamento delle discussioni fra i gruppi si potrà capire quale ipotesi, nel dettaglio, riuscirà a prevalere.

Riforma del Fisco: cosa cambia per le imprese?

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Per quanto riguarda le imprese, Lega e Forza Italia sono allineate su una particolare proposta: quella di sostituire l’Irap (l’imposta regionale sulle attività produttive) con un’addizionale Ires (l’imposta sui redditi delle società). Nell’idea della Lega c’è anche quella di introdurre un’aliquota unica del 20% per le partite Iva che fatturano oltre i 65mila euro.

Tetto massi per prelievo fiascale

In generale, l’obiettivo dichiarato di Forza Italia è quello di cercare di imporre un “tetto massimo” per il prelievo fiscale sulle imprese, da inserire anche in Costituzione, in modo da evitare continui rialzi delle aliquote per le attività di impresa.

PD e Movimento 5Stelle, invece, sembrano essere allineati per la definizione di un’aliquota che sia pari a quella dell’Ires, quindi intorno al 24%. Entrambi i gruppi parlamentari, poi, si trovano concordi sul far rimanere in vigore la flat tax del 15% per quello che riguarda le Partite Iva, che fatturano però un massimo di 55mila euro (e non più 65mila).

Ilaria Bucataio
  • Laureata in Scienze della comunicazione
  • Esperta in bonus fiscali e detrazioni
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