Riforma fiscale 2023: come cambia il sistema delle cartelle esattoriali

La nuova riforma fiscale italiana introduce significative modifiche alle cartelle esattoriali, inclusa la fusione dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione nell’Agenzia delle Entrate e l’estensione della validità delle cartelle. Inoltre, la riforma permette una rateizzazione più flessibile e rafforza i controlli sui conti bancari, mentre introduce un confronto preventivo obbligatorio tra i contribuenti e l’Agenzia delle Entrate.

AGENZIA DELLE ENTRATE

La nuova riforma fiscale ha introdotto significativi cambiamenti nei tempi di emissione, notifica e pagamento delle cartelle esattoriali. Queste modifiche stanno rivoluzionando il panorama fiscale italiano, e in questo articolo esploreremo le principali novità introdotte dalla riforma.

Fusione dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione

agenzia-delle-entrate

La riforma fiscale prevede un graduale processo di fusione dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione nell’Agenzia delle Entrate. Questo cambiamento mira a ridurre l’emissione delle cartelle esattoriali, semplificando il sistema di riscossione fiscale.

La procedura precedentemente riservata a imposte come l’Irpef, l’Ires, l’Iva e l’Irap verrà estesa anche alle imposte indirette sui trasferimenti, come l’imposta di registro e l’imposta sulle successioni.

Ciò comporterà una progressiva scomparsa delle cartelle esattoriali, sostituite dall’accertamento fiscale notificato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

Estensione della validità delle cartelle

La durata di validità delle cartelle esattoriali sta subendo un’importante modifica. Attualmente, una cartella è valida per un anno e la riscossione può avvenire solo dopo la notifica di un’intimazione di pagamento.

La riforma mira a estendere la validità a un anno senza ulteriori notifiche, consentendo una riscossione più rapida ed efficiente, senza necessità di ulteriori comunicazioni.

Rateizzazione più flessibile

La riforma introduce una maggiore flessibilità nella rateizzazione delle cartelle esattoriali. I contribuenti possono ora estendere i piani di pagamento fino a 120 rate mensili, anziché le 72 precedenti, senza dover dimostrare condizioni finanziarie difficili.

È stata anche introdotta la possibilità di una “maxi rateazione” che copre un periodo massimo di dieci anni, ma solo per coloro che soddisfano rigorosi criteri basati sull’ISEE per le persone fisiche e sull’indice di liquidità per le imprese.

Potenziamento dei controlli bancari

La riforma fiscale mira anche a rafforzare i controlli e i pignoramenti sui conti correnti legati ai pagamenti delle cartelle. Questo permetterà all’Agenzia delle Entrate di verificare se ci sono fondi sufficienti nei conti per procedere alla riscossione senza rischiare di trovare conti privi di liquidità. Questa misura è volta a rendere più efficace il processo di riscossione coattiva.

Confronto preventivo obbligatorio

Un’altra importante novità introdotta dalla riforma fiscale è l’obbligo di un confronto preventivo tra il contribuente e l’Agenzia delle Entrate prima dell’emissione di un avviso di accertamento. Questo consente ai contribuenti di difendersi e di chiarire le proprie ragioni di difesa in merito alle questioni fiscali oggetto di verifica.

Lascia un commento