Riforma IMU 2021: come funziona e cosa cambia

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
24/09/2021

Sono in arrivo numerose esenzioni dai pagamenti della prima rata dell’Imu inerenti alla prima casa. La notizia viene direttamente dalla pubblicazione contenente le regole per poter accedere alla decurtazione dell’acconto: vediamo insieme i dettagli della vicenda.

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Il MEF ha reso pubblica la notizia delle numerose esenzioni dal pagamento della prima rata dell’Imu 2021 per i possessori della prima casa. Il pacchetto fornito dal MEF ha tutte le informazioni necessarie per richiedere la decurtazione, e soprattutto ha le disposizioni per i Comuni.

Questi infatti potranno gestire le singole Imu in modo autonomo, sottostando però alle norme stabilite dal legislatore centrale. Vediamo nel dettaglio come fuzniona la nuova norma.

Riforma Imu: ecco tutte le nuove regole

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Una prima novità andrà a riguardare le abitazioni di lusso, in quanto d’ora in poi ogni Comune non potrà richiedere una cifra superiore allo 0,6% per ogni abitazione rientrante tra quelle di lusso.

In tema di decurtazioni ed esenzioni totali, invece, viene specificato nel documento che i Comuni non possono accostare ad abitazione l’immobile che viene concesso in comodato d’uso ad un generico parente.

Infine, ogni comune dovrà rivedere i propri regolamenti sull’Imu qualora questi si discostino dalla normativa stabilita a livello nazionale.

Riforma Imu: cos’è il comodato gratuito?

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Uno dei punti cardine della riforma è sicuramente quello delle esenzioni dal pagamento dell’Imu per tutti coloro che hanno un immobile in comodato d’uso. Tale normativa va a modificare completamente l’ordinamento vigente, che prevedeva invece l’applicazione dell’Imu.

Con il nuovo regolamento, dunque, l’immobile in comodato d’uso non è più assimilabile all’abitazione principale: di conseguenza non può essere assoggettato al pagamento dell’Imu.

Restano in vigore le agevolazioni sul contratto di comodato d’uso, che portano la decurtazione dell’Imu al 50%. Ciò è possibile se vengono rispettati i seguenti criteri:

  • il contratto deve essere registrato;
  • il comodante deve possedere una sola abitazione in Italia;
  • il comodante deve risiedere anagraficamente e dimorare abitualmente nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato.