Riforma Meloni: bonus busta paga e pensioni anticipate

Riforma delle pensioni da attuare nel 2023. Questo il pensiero del nuovo esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Nuova quota 102 o 103 e la possibilità di un rialzo in busta paga per chi sceglie di ritardare il pensionamento.

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Si tratta di una misura che potrebbe arrivare direttamente nella prossima legge di Bilancio. Due i temi sui quali si discute:

  • un bonus per chi, seppur soddisfacendo i requisiti, sceglie di restare a lavoro
  • quota 103 che agevola l’accesso alla pensione

Nel mentre vi è anche la possibilità di una rivisitazione della quota 41 in modo da farla diventare una nuova quota 102. Il nuovo governo vuole quindi premiare in busta paga che sceglie di restare a lavoro per un certo periodo anche nel caso i requisiti per l’accesso alla nuova quota siano soddisfatti.

Sicuramente trovare i fondi per questa nuova riforma pensioni non sarà un’impresa semplice, considerando che la maggior parte delle risorse sono stanziate per far fronte al caro energia.

Quota 102: come arrivarci

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La certezza più grande è che nella riforma delle pensioni troverà luogo il rinnovo dell’APE sociale e, in aggiunta, si avrà l’estensione delle beneficiarie di “Opzione donna”. L’intenzione della Lega è buttarsi su una quota 41 per tutti in modo di avere un superamento della legge Fornero, anche se i costi al momento sembrano essere troppo grandi.

Una possibile soluzione potrebbe essere l’introduzione di un tetto anagrafico tra i requisiti per l’accesso alla pensione. Per esempio: un minimo di 61 anni come requisito per accedere alla pensione ridurrebbe i beneficiari da 200mila a circa 90mila lavoratori solo nel primo anno, con una significativa riduzione dei costi ad 1,4 mld di euro. In questo modo quota 41 si evolverebbe in una nuova quota 102.

Pensione anticipata con quota 103 e bonus busta paga

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Al contempo si sta paventando anche la possibilità di un nuova quota 103 dove l’accesso alla pensione si raggiungerebbe a 63 anni, con un anno contributivo in meno. Si potrà quindi avere un accesso anticipato alla pensione di 4 anni. Sempre considerando 40 anni di contributi all’attivo.

Entrambe le misure potrebbero comunque prevedere un aumento in busta paga a favore di coloro che accettano di continuare a lavorare. Continuando quindi a lavorare anche dopo il raggiungimento della quota 102 0 103, dipendentemente dalle scelte di governo si avrà accesso ad un bonus.

  • nel momento in cui vengono raggiunti e soddisfatti i requisiti per la pensione anticipata, il calcolo della pensione si ferma
  • vi sarà una maggiorazione di stipendio per ogni anno di lavoro in più
  • si potrà andare in pensione in qualsiasi momento lo si desidera, questo grazie alla messa in fermo della pensione, appena raggiunta la quota 102 o 103.

Altri chiarimenti a riguardo arriveranno tra qualche settimana.