Riforma pensioni 2024: tasse ridotte e importi più alti

In arrivo delle novità in tema pensioni per l’anno seguente, il 2024. Infatti, grazie alla riforma fiscale si avranno meno tasse sui fondi pensione e gli assegni, con conseguente aumento degli importi. 

Redditi

In questo periodo, i partiti della maggioranza sono a lavoro sulla messa a punto della riforma fiscale. Questa, ricevendo in teoria, l’approvazione in estate, inizierebbe a decorrere a partire dal 2024. Tra i vari punti dovrebbe esserci un incentivo per i fondi pensione.

Siamo consci che l’Italia dovrà puntare sempre di più sui fondi pensione, dato che con l’attuale sistema contributivo si rischisa di avere pensioni molto più basse rispetto a quelle odierne in un futuro prossimo. Quindi, per non rischiare una rendita inadeguata si necessita di ricorrere a un fondo per la pensione complementare. Andiamo insieme a vedere di cosa si tratta e quali sono le possibili mosse del Governo in questo ambito.

Pensioni: aumenti con la riforma Irpef

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Parliamo intanto di quali potrebbero essere le nuove aliquote Irpef e della loro riduzione da 4 a 3 quote di reddito. Una prima ipotesi potrebbe essere quella che prevede la prima quota comprendere i redditi fino a 28 mila euro, a discapito dei 15 mila euro odierni, con una riduzione d’imposta al 23%. Questa operazione si tradurrebbe in un guadagno, in questa fascia di reddito, anche per le pensioni.

Un’altra idea è quella di lasciare la prima fascia così com’è oggi estendendo la seconda anche ai redditi fino a 35 mila euro, passando ad un’imposta del 27%. Il vantaggio sarebbe quello di avere un risparmio netto 110-120 euro in più al mese. Quest’idea però andrebbe a beneficio di un ristretta fascia di persone, solamente per i redditi di circa 40 mila euro.

Il governo sembra comunque più propenso alla prima ipotesi, visto che la Premier avrebbe indicato di favorire i redditi più bassi.

Fondi pensione: una nuova deducibilità

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Come già accennato, la riforma fiscale dovrebbe anche alzare il limite di deducibilità dei fondi pensione. Ad oggi, infatti, i contributi per la previdenza complementare sono deducibili dal reddito con un limite annuo di 5.164,57 euro. L’idea è quella di alzare questo limite di deducibilità.

Infine, c’è anche l’idea di rendere paritario il trattamento fiscale a carico delle casse di previdenza dei liberi professionisti con quelle della previdenza complementare, fissando così l’imposta al 20%.

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