Riforma pensioni, addio al presidente Inps: cosa cambia

Il governo sta discutendo della proroga di un anno della Quota 103, mentre Giorgia Meloni pone la riforma fiscale come priorità. Tuttavia, l’implementazione della Quota 41 potrebbe avvenire solo nel 2025, e attualmente esistono alcune categorie di lavoratori che possono beneficiarne. 

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Il futuro delle pensioni è al centro delle discussioni del governo, con la proposta di prorogare di un anno la Quota 103, che consente il pensionamento con 41 anni di contributi e 62 anni di età. Allo stesso tempo, Giorgia Meloni pone l’enfasi sulla riforma del sistema fiscale come priorità per la prossima Manovra, con l’obiettivo di concentrare le risorse sul taglio delle tasse.

Il governo Meloni ha destituito il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, scelto dal Movimento 5 Stelle, e azzererà il Consiglio di amministrazione, che sarebbe rimasto in carica per un altro anno. Il nuovo commissario avrà 90 giorni per apportare le modifiche previste dal decreto, il che potrebbe influire sulla riforma delle pensioni.

Le implicazioni europee per la riforma delle pensioni

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Il tema delle pensioni è anche delicato sotto il punto di vista delle istituzioni europee, poiché sollevare la questione in questo momento potrebbe interferire con la sospensione degli acquisti di titoli di Stato da parte della BCE e con le discussioni sul Patto di stabilità a Bruxelles, che riguarda le spese correnti, comprese le pensioni.

La tempistica dell’attuazione della Quota 41

L’implementazione dell’ipotetica Quota 41 potrebbe essere possibile solo nel 2025, poiché è probabile che il governo trovi un meccanismo alternativo alla legge Fornero per consentire l’uscita anticipata dal lavoro. La soluzione proposta dalla Lega, basata su un prepensionamento universale con 41 anni di contributi, richiede tuttavia 9 miliardi di euro.

A chi spetta Quota 41

Attualmente, esistono alcune categorie di lavoratori che già possono scegliere la Quota 41. Ad esempio, i lavoratori precoci, che hanno iniziato a lavorare prima dei 19 anni di età, e coloro che svolgono mansioni gravose.

Le condizioni per il prossimo anno

Per quanto riguarda l’anno prossimo, non ci saranno cambiamenti significativi. Coloro che scelgono la Quota 103 avranno un tetto massimo per l’assegno pensionistico, che non può superare il quintuplo dell’assegno minimo. Questo limite dovrà essere rispettato fino a quando non si raggiungono i requisiti per la pensione di vecchiaia (67 anni con almeno 20 anni di contributi versati).

Limiti e calcolo dell’assegno pensionistico

Coloro che scelgono di andare in pensione con la Quota 103 dovranno fare i conti con un limite massimo per il trattamento pensionistico. Il calcolo dell’assegno seguirà un sistema misto: il metodo retributivo, basato sullo stipendio e sull’anzianità acquisita fino al 31 dicembre 1995, e il metodo contributivo, basato solo sui contributi versati a partire dal 1° gennaio 1996.

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