Riforma pensioni finanziata con il Reddito di Cittadinanza?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
30/08/2021

Non ci sono ancora certezze sulla riforma delle pensioni: c’è chi ipotizza un ritorno alla Legge Fornero e chi un’introduzione di una nuova Quota 100 (Quota 102?). Una delle proposte al vaglio prevede di pagare la riforma con il Reddito di Cittadinanza: scopriamo come.

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Se la situazione sul fronte pensioni rimarrà così, dal 1° gennaio 2022 è verosimile che si tornerà ad applicare la Legge Fornero.

Passando a questo sistema si dovranno attendere i 67 anni per andare in pensione, effettuando un salto di 5 anni rispetto alla legge ora in vigore.

Non è escluso definitivamente un ammodernamento di Quota 100, che dovrebbe essere finanziata con i fondi rispramiati dal Reddito di Cittadinanza.

Quota 100 finanziata dal RdC: vediamo come

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Il tema pensioni è altamente dibattuto sul campo politico. In particolare Matteo Salvini fa la voce grossa riguardo al probabile ritorno alla legge Fornero.

Per il leader della Lega un ritorno alla Fornero è inaccettabile, in quanto l’età di 67 anni per andare in pensione è considerata eccessivamente elevata. Non è un caso che a introdurre Quota 100 fu proprio il governo Giallo-Verde, prevedendo di andare in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi versati.

Da qui la proposta di utilizzare i soldi del Reddito di Cittadinanza per pagare la riforma delle pensioni ed evitare un ritorno alla Legge Fornero.

Le altre proposte

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La proposta della Lega non è stata presa in considerazione, ma ce ne sono altre che vanno ad arricchire l’orizzone delle possibilità per il futuro delle pensioni. Una delle più interessanti è quella di applicare Quota 41 per tutti: questa prevede di andare in pensione con 41 anni di contributi versati, a prescindere dall’età del contribuente.

Le prime stime a riguardo mostrano però come tale proposta risulti eccessivamente onerosa per le casse dello Stato, stimando un esborso di 4,3 miliardi per il 2022 e di addirittura 9,5 miliardi di euro per il 2030.

Il PD, tramite il senatore Nannini, propone di andare in pensione con 64 anni di età e almeno 20 anni di contributi versati. Il costo di tale manovra dovrebbe essere intorno ad 1,5 miliardi di euro.