Riforma pensioni: le proposte dell’INPS

14/07/2021

Il mondo delle pensioni sta andando incontro ad una sostanziale riforma, come annunciato anche dal Presidente dell’INPS Pasquale Tridico. Le proposte per il superamento di Quota 100 sono ben tre e sono al momento al vaglio alla Camera dei Deputati.

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La modalità pensionistica Quota 100, che saluterà alla fine di quest’anno, si è rivelata essere un vero e proprio flop sia per il numero di soggetti aderenti, sia per l’impatto calcolato dalla Corte dei Conti. Gli addetti ai lavori stanno operando senza sosta per trovare una soluzione, ed ora si sta entrando nel clou delle trattative tra le parti.

L’INPS ha presentato le proprie alla Camera, con il presidente Pasquale Tridico impegnato nell’illustrare la relazione annuale.

Quota 100: cronaca di una sospensione annunciata

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Il presidente dell’INPS Pasquale Tridico ha mosso una severa critica verso l’utilità di Quota 100 nel mercato del lavoro. A tal proposito ha infatti dichiarato:


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“La misura sperimentale e triennale di Quota 100 ha permesso il pensionamento anticipato di 180 mila uomini e 73 mila donne nel primo biennio 2019-2020. Dall’analisi del take-up di Quota 100 emerge che la misura è stata utilizzata prevalentemente da uomini, con redditi medio-alti e con una incidenza percentuale maggiore nel settore pubblico”.

Riguardo alle assunzioni ha poi aggiunto:

“Rispetto agli impatti occupazionali attraverso la sostituzione dei pensionati in Quota 100 con lavoratori giovani, un’analisi condotta su dati di impresa non mostra evidenza chiara di uno stimolo a maggiori assunzioni derivante dall’anticipo pensionistico”.

Le tre proposte alternative

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Il rapporto INPS presentato alla Camera trova al suo interno tre proposte che andrebbero a sostituire Quota 100. È chiaro che ci si aspetta adesso una riforma che possa avere un impatto migliore sul mondo del lavoro, in particolare sull’inserimento dei giovani. Le tre ipotesi al vaglio sono le seguenti:

  • pensionamento anticipato con 41 anni di contribuzione, a prescindere dall’età;
  • calcolo contributivo con 64 anni di età e 36 di contributi;
  • anticipo della sola quota contributiva della pensione a 63 anni, rimanendo ferma a 67 la quota retributiva.

Le tre proposte si differenziano per l’onerosità cui lo Stato dovrebbe far fronte. La prima, in particolare, sarebbe la più costosa, con circa 9 miliardi annuali a fine decennio. La seconda è meno onerosa, con costi che oscillano tra gli 1,2 miliardi e i 4,7 miliardi di euro, più equa anche in termini intergenerazionali. La terza è la meno gravosa delle tre, con costi massimi di 2,4 miliardi di euro nel 2029.


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Mattia Anastasi
  • Laureato in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
  • Laureando in Finanza e Metodi Quantitativi per l'Economia curriculum in Assicurazioni
  • Esperto in: Economia e Detrazioni Fiscali
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