Riforma reddito di cittadinanza 2023: chi lo perderà

Con l’arrivo dell’Assegno di inclusione e dello Strumento di Attivazione, saranno in molti a perdere il diritto al Reddito di cittadinanza. Vediamo insieme.

reddito-di-cittadinanza

Circa 400 mila famiglie, equivalenti a 615 mila persone, perderanno il Reddito di cittadinanza a causa dell’introduzione dell’Assegno di inclusione e dello Strumento di Attivazione al posto del sussidio.

Questa modifica avrà un impatto significativo, coinvolgendo una famiglia su tre e un beneficiario su quattro. Nel primo trimestre di quest’anno, il reddito di cittadinanza ha beneficiato 1,1 milioni di nuclei familiari, pari a 2,5 milioni di individui.

Reddito di cittadinanza: la relazione tecnica svela i numeri

reddito-di-cittadinanza

Secondo la relazione tecnica allegata al decreto legge del primo maggio, che ha modificato il reddito di cittadinanza, si stima che circa 615 mila persone, classificate come “occupabili“, perderanno il sussidio di povertà. A queste persone sarà offerta una somma di 350 euro al mese per 12 mesi, a condizione che partecipino a corsi di formazione.

Partecipazione ai corsi di formazione

La relazione tecnica stima che ci siano circa 436 mila nuclei familiari che potrebbero essere interessati dalla misura, coinvolgendo un totale di 615 mila persone. Tuttavia, vi è incertezza riguardo alla partecipazione effettiva dei beneficiari ai corsi di formazione. Alcuni esperti ritengono che sarà difficile raggiungere tale obiettivo, ipotizzando che la spesa effettiva potrebbe essere solo la metà dei 1,3 miliardi di euro previsti nel 2024.

Una riforma che limita gli “occupabili”

A partire dal 1° gennaio 2024, il Reddito di cittadinanza sarà sostituito dall’Assegno di inclusione come nuovo strumento per contrastare la povertà. L’Assegno di inclusione potrà essere richiesto solo dalle famiglie con componenti disabili, minori o persone con più di 60 anni di età. L’importo dell’assegno potrebbe raggiungere fino a 500 euro al mese, con una scala di equivalenza che tiene conto delle diverse condizioni dei componenti familiari.

Nuove regole per gli “occupabili”

La riforma del Reddito di cittadinanza implica che i cosiddetti “occupabili“, ovvero le persone tra i 18 e i 59 anni senza disabili, minori o persone a carico con almeno 60 anni di età, non potranno più beneficiare del sostegno economico. Per loro, il periodo massimo di benefici sarà di sette mesi anziché 18, e saranno obbligati a partecipare a corsi di formazione o riqualificazione professionale. In caso di mancata partecipazione ai corsi o rifiuto della prima offerta di lavoro, perderanno il diritto al beneficio.

Lascia un commento