Rimborso occhiali da vista per lavoratori dipendenti: quando spetta?

Nel caso in cui il lavoratore dipendente abbia problemi alla vista, il datore di lavoro deve rimborsare l’acquisto degli occhiali da vista? Vediamo insieme cosa dice a tal proposito la legge.

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Il dipendente che utilizza per più di venti ore a settimana un terminale con videoterminale potrebbe incorrere in problemi alla vista che richiedono l’acquisto di un nuovo paio di occhiali graduati.

La domanda principale è se sia possibile chiedere il rimborso del costo al datore di lavoro. L’INAIL nella circolare n. 11 del 2023 e la Corte di Giustizia UE con una sentenza del 22 dicembre 2022 offrono una risposta alla domanda. Vediamo insieme.

Occhiali da vista: il datore di lavoro deve il rimborso?

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I lavoratori che utilizzano sistematicamente o abitualmente le attrezzature munite di videoterminali sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria da parte di un medico competente. Quest’ultimo dovrà, nello specifico, tenere sotto controllo la vista e i rischi per gli occhi così come per l’apparato muscolo scheletrico.

L’INAIL sottolinea che l’uso dei videoterminali non ha come conseguenza rischi per la salute visiva dell’operatore. L’astenopia, infatti, risulta essere un disturbo transitorio e reversibile.

Quando spetta il rimborso

Per capire se e quando spetta il rimborso, dunque, occorre procedere con una distinzione tra occhiali da vista e dispositivi speciali di correzione visiva.

L’articolo 176 comma 6 obbliga i datori di lavoro a fornire a proprie spese i dispositivi speciali di correzione visiva ai lavoratori qualora l’esito delle visite ne evidenzi la necessità di utilizzo, confermando l’impossibilità di usare i normali dispositivi di correzione. Tuttavia, i semplici occhiali da vista non rientrano tra i dispositivi di protezione individuale e nemmeno tra i dispositivi speciali di correzione visiva.

Ciò significa che un’eventuale prescrizione di lenti il cui compito è correggere un difetto visivo (astigmatismo, miopia, presbiopia) del dipendente non determina la possibilità di richiesta di un rimborso al datore di lavoro da parte del lavoratore.

Rimborso per dispostivi speciali

I dispositivi speciali di correzione visiva sono lenti che si possono applicare al videoterminale, chiamati anche occhiali “office”, e includono le lenti progressive, le lenti fotocromatiche, gli occhiali con lenti antiriflesso o con filtro blu (per ridurre l’affaticamento degli occhi) e gli occhiali che durante il lavoro al computer correggono la visione ravvicinata o intermedia. La prescrizione di uno di questi dispositivi deve essere effettuata da un medico competente previa visiva di controllo al lavoratore e valutazione della tipologia di attività lavorativa.

Come viene effettuata la sorveglianza

In generale, la sorveglianza sanitaria può essere effettuata attraverso la compilazione di un questionario o un esame obiettivo del lavoratore. Se il medico competente ritiene necessario effettuare esami strumentali, questi dovranno essere effettuati con cadenza biennale, salvo diverse indicazioni del medico stesso. In ogni caso, la valutazione medica deve includere la verifica della corretta postura del lavoratore durante l’utilizzo del videoterminale.

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