Rincari 2022, nuovo decreto: gli interventi del governo Draghi

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
13/03/2022

A causa della guerra in corso in Ucraina, diversi sono i settori che sono e saranno interessati dai rincari dei prezzi, dai carburanti al gas. Il governo Draghi è attualmente al lavoro su alcuni interventi in merito.

Italy GovernmentIl governo Draghi è al lavoro su un nuovo decreto per i risparmi sui consumi e un bonus sociale allargato per le famiglie a basso reddito, in risposta alle conseguenze sociali ed economiche della guerra in corso in Ucraina.

Vediamo insieme su quali misure è al lavoro l’esecutivo.

Rincari 2022: gli interventi al vaglio del Governo

GasPer poter agire in modo funzionale sugli effetti sociali ed economici della guerra in Ucraina, è necessario che l’Italia aumenti il proprio debito, nonostante il ministero dell’Economia pensi sia ancora prematuro intraprendere questa strada e che sarebbe più consono attendere per controllare gli sviluppi della guerra.

Nel frattempo, il decreto su cui l’esecutivo è al lavoro dovrebbe contenere alcune norme per abbassare le temperature massime consentite per il riscaldamento negli edifici e per cambiare gli orari di accessione nei condomini di alcune zone.

Per quanto riguarda i monumenti, a Roma, il sindaco Roberto Gualtieri dovrebbe presto emettere un’ordinanza per lasciare i più importanti al buio di notte e per abbassare le temperature dei caloriferi di due gradi.

Inoltre, il governo è al lavoro sull’ampliamento del bonus sociale per le famiglie a basso reddito e il premier Mario Draghi ha parlato in più occasioni di un tetto sui prezzi del gas, per il quale, però, è necessario un’intesa a livello Ue.

Da quando dovrebbero entrare in vigore le nuove misure?

light-bulb-close-upAffinché gli interventi attualmente al vaglio entrino in vigore, sarà necessario attendere il prossimo Consiglio europeo, fissato tra il 24 e il 25 marzo 2022.

Il motivo di tale attesa è stato reso noto dal Mef il quale ha affermato che:

[…] non ci possono essere fughe in avanti rispetto all’Europa. Dobbiamo agire in fretta, ma coordinandoci a livello europeo, altrimenti tecnicamente non possiamo partire.