Riscaldamenti: le nuove regole per l’inverno 2022

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureato in Management Internazionale
20/10/2022

Riscaldamenti: nuove regole per l’inverno 2022. In vista del problema energia e del costante aumento delle bollette, il Ministro della Transizione Ecologica Cingolani ha firmato il  decreto che definisce le date e gli orari in cui sarà possibile accendere il riscaldamento. Vediamo insieme tutti i dettagli.

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Riscaldamenti: novità importanti per l’inverno 2022. Il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha firmato il decreto che introduce le regole e i limiti nell’utilizzo del riscaldamento durante i prossimi mesi.

Vediamo insieme tutte le novità da tenere a mente.

Riscaldamenti: le regole per l’inverno

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Arrivano le nuove regole sull’utilizzo del riscaldamento per i prossimi mesi. Il Ministro della Transizione Ecologica Cingolani ha infatti firmato il decreto che introduce i vincoli che famiglie e imprese dovranno rispettare nell’autunno e inverno 2022.

Nel provvedimento vengono stabiliti i nuovi limiti temporali di esercizio degli impianti termici di climatizzazione alimentati a gas naturale e la riduzione di un grado dei valori massimi delle temperature degli ambienti riscaldati.

In primis, il riscaldamento subirà una riduzione pari a 15 giorni. Più nello specifico:

  • l’accensione sarà prevista 8 giorni dopo rispetto a quanto avvenuto nel 2021;
  • lo spegnimento nel 2023 avverrà 7 giorni prima rispetto a quanto è accaduto nel 2022.

In totale, a seconda della zona climatica nella quale si abita, i riscaldamenti resteranno accesi per un’ora in meno al giorno rispetto all’anno scorso.

Le esenzioni

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Il decreto, tuttavia, ha previsto delle particolari esenzioni. Di seguito le strutture nelle quali la riduzione del periodo di accensione dei riscaldamenti non entrerà in atto:

  • ospedali, cliniche o case di cura e assimilabili;
  • strutture protette per l’assistenza ed il recupero dei tossico-dipendenti e di altri soggetti affidati a servizi sociali pubblici;
  • scuole materne e asili nido;
  • piscine, saune e assimilabili;
  • attività industriali ed artigianali e assimilabili;
  • rappresentanze diplomatiche e di organizzazioni internazionali, non ubicate in stabili condominiali.