Riscaldamento: chi usa stufe e camini rischia multe da 5.000 euro

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
25/09/2022

Diverse regioni italiane hanno deciso di introdurre una serie di multe per coloro che non rispettano le regole di accensione delle stufe e dei camini con l’obiettivo di contrastare la crisi ambientale. Vediamo insieme dove si rischia la sanzione.

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Per contrastare l’inquinamento, alcune regioni italiane hanno introdotto una serie di disincentivi per cercare di contenere le emissioni di CO2, tra cui le multe in caso di trasgressione delle regole imposte sull’accensione di stufe e camini.

Vediamo insieme dove sono previste queste multe e a quanto ammontano.

Riscaldamento: dove si rischia la multa

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La maggior  parte delle regioni che hanno introdotto delle multe salatissime per l’accensione di stufe, camini, termostufe a legna e anche per l’accumulo alimentare a biomassa legnosa si trovano nel Nord Italia

La prima regione a introdurre una sanzione per l’installazione di generatori di calore alimentati da biomassa legnosa, come camini e stufe, in caso di superamento delle emissioni consentite è la Lombardia. Dall’inizio del 2022, la regione ha introdotto l’obbligo che i generatori di calore abbiano 4 stelle oltre che l’utilizzo di generatori di calore domestici con 0 o 1 o 2 stelle. Inoltre, a partire dal primo ottobre 2018 per le stufe a pellet con potenze inferiore ai 35 kW è obbligatorio usare pellet di classe A1. In caso di trasgressione, è prevista una multa di minimo 500 euro e massimo 5.000.

In Veneto è vietato installare generatori di calore con classe di prestazione missiva che sia inferiore a 3 stelle e di continuare ad usare generatori di classe inferiore alle 2 stelle. Ma anche installare generatori inferiori a 4 stelle non è possibile.

Anche in Emilia Romagna l’utilizzo di camini e stufe a legna è stato limitato. Il controllo della qualità dell’aria vieta l’utilizzo di caminetti, stufe a legna o pellet per il riscaldamento domestico di classe 1 e 2 stelle nelle case in cui è presente un sistema alternativo di riscaldamento domestico che si trovino in tutto il territorio regionale sotto i 300 metri. Inoltre, la Regione offre una serie di incentivi per l’aggiornamento degli impianti di riscaldamento.