Ristrutturazione case: cosa prevede la direttiva UE

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
13/01/2023

L’Unione Europea è pronta ad approvare nei prossimi mesi una direttiva che obbligherà a ristrutturare gran parte del patrimonio immobiliare dei Paesi membri per raggiungere almeno la classe E entro il 2030 e la classe D entro il 2033. Vediamo insieme cosa prevede.

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Una direttiva dell’Unione Europea sulla prestazione energetica degli edifici chiama i Paesi membri a ristrutturare e costruire nuovi edifici per raggiungere un’alta efficienza energetica.

La direttiva è finalizzata a ridurre i consumi energetici e le emissioni di CO2 del parco immobiliare degli Stati Membri, tra cui l’Italia. Il testo sta attualmente attraversando il suo iter di approvazione, al vaglio del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’Unione Europea, e dovrebbe essere varato entro il 13 marzo.

Vediamo cosa prevede.

Direttiva UE sulla ristrutturazione edilizia

Unione, Europea

La Direttiva prevede che entro il 2030 tutti gli edifici di nuova costruzione raggiungano almeno la classe energetica E, per poi passare alla classe D entro il 2033. Infine, per il 2040 e il 2050 si punta alle emissioni zero

La prima formulazione della direttiva prevedeva il divieto di vendere o affittare casa per chi non fosse in possesso del bollino green dell’Europa, ma l’obbligo è ora ammorbidito e sono stati introdotti una serie di sanzioni per chi non ristruttura casa portandola nelle classi previste, ma quantificarle è un compito che la Direttiva lascia in mano dei singoli governi.

Inoltre, sono previste una serie di eccezioni, tra cui:

  • gli edifici storici, ma solo quelli “ufficialmente protetti”
  • le chiese e tutti gli altri edifici di culto
  • seconde case abitate per meno di quattro mesi all’anno
  • abitazioni indipendenti con una superficie inferiore a 50 m2

La situazione in Italia

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Attualmente, in Italia, il 60% degli edifici si colloca tra la classe F e G. È necessario ridurre i consumi energetici di circa il 25% per passare alla classe E, e per farlo servono interventi precisi, come l’installazione di un cappotto termico interno o esterno, la sostituzione degli infissi e l’istituzione di una nuova caldaia a condensazione.