Rottamazione debiti fiscali: la dilazione del debito

Conclusa la scadenza per aderire alla rottamazione dei debiti fiscali, i contribuenti aspettano le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate entro settembre. La scelta di rateizzare i debiti, talvolta per importi modesti, potrebbe comportare oneri aggiuntivi e una durata prolungata, portando molti a rivalutare l’opzione del pagamento in un’unica soluzione.

Rottamazione debiti fiscali: la dilazione del debito

Con la scadenza della possibilità di aderire alla rottamazione dei debiti fiscali entro il 30 giugno 2023, i contribuenti sono ora in attesa delle comunicazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate. Queste comunicazioni, previste entro il 30 settembre, includono l’esito dell’accettazione, parziale o totale, della domanda di rottamazione e le somme dovute, oltre alle scadenze dei pagamenti nel caso di scelta di dilazione.

Tuttavia, alcuni contribuenti, per timore delle somme dovute, hanno scelto la rateizzazione dei debiti, talvolta anche di importo modesto. Ciò li ha portati a trovarsi con numerosi bollettini da pagare, ciascuno di basso importo. Questo approccio, tuttavia, può comportare ulteriori oneri che spesso vengono trascurati.

Considerazioni: facciamo un esempio

Rottamazione debiti fiscali: la dilazione del debito

Supponiamo che un contribuente abbia richiesto la rottamazione di due bolli auto scaduti, con un debito complessivo di 400 euro, e abbia optato per una dilazione in 18 mesi. Purtroppo, senza rendersi conto dell’importo del debito, ha scelto questa rateizzazione. Di conseguenza, dovrà affrontare il pagamento di 18 bollettini, con importi che oscillano intorno ai 20-40 euro ciascuno.

Tale scelta comporta l’addebito di interessi al 2% annuo su ciascun bollettino, a partire dal 1° novembre 2023. Oltre a questi interessi, però, dovrà aggiungere ulteriori 2 euro per ogni bollettino postale, portando il totale a 36 euro per i 18 bollettini.

Valutazione dell’opzione di rateizzazione

Rottamazione debiti fiscali: la dilazione del debito

In questo caso, la rateizzazione risulta poco vantaggiosa. Oltre a impegnare il contribuente per circa 5 anni con pagamenti trimestrali, l’ulteriore costo dei bollettini annulla quasi del tutto i benefici ottenuti dall’adesione alla rottamazione. Spesso, l’errore viene realizzato solo quando l’Agenzia delle Entrate comunica l’importo effettivo dei pagamenti.

Alternativa: pagamento in un’unica soluzione

Rottamazione debiti fiscali: la dilazione del debito

Fortunatamente, i contribuenti che hanno scelto la rateizzazione non sono obbligati a seguire questo piano. Possono optare per il pagamento in un’unica soluzione, anche se ciò comporta un ricalcolo delle somme dovute, considerando gli interessi. Per procedere in questo modo, è necessario fissare un appuntamento presso uno degli sportelli dell’Agenzia delle Entrate Riscossione e richiedere il ricalcolo delle somme, ottenendo un bollettino unico con scadenza entro il 31 ottobre 2023.

In definitiva, i contribuenti possono valutare attentamente l’opzione di rateizzazione dei debiti fiscali alla luce dei costi aggiuntivi e delle tempistiche prolungate. La scelta di procedere con il saldo in un’unica soluzione potrebbe rappresentare un’alternativa più vantaggiosa, anche se richiede un ricalcolo delle somme dovute.

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