Salari e redditi bassi: ecco come sta intervenendo il governo

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
05/12/2021

Le recenti novità introdotte nel sistema di calcolo delle aliquote dell’IRPEF  sono solo una delle modalità con le quali il governo sta assistendo i cittadini con redditi bassi. Vediamo tutte le novità, che riguardano anche il caro bollette, nel seguente articolo.

Italy Government

Gli interventi del governo per assistere il ceto medio si stanno via via intensificando, basti pensare alla recente riforma del sistema di tassazione IRPEF. Tale riforma porterà le fasce da cinque a quattro, permettendo di pagare meno a chi è in possesso di redditi più bassi: ad oggi infatti a risparmiare di più sono i redditi più elevati.

Al netto di ciò, sembra essere ormai tramontato il contributo di solidarietà, per fronteggiare il caro bollette. Analizziamo la situazione insieme.

Salari e redditi bassi: la riforma IRPEF potrà essere utile?

Soldi

Il difetto principale del sistema IRPEF attuale è quello di favorire nettamente la fascia di reddito che va dai 40 mila ai 45 mila euro, dunque non proprio il ceto medio del Bel Paese. Stando tale situazione è ovvio che le istituzioni si stiano impegnando per tentare di appianare tale svantaggio: uno dei metodi scelti è quello di modificare le aliquote dell’IRPEF e di abbassare il numero delle fasce da cinque a quattro.


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Così facendo, stando alle anticipazioni trapelate, si andrebbe ad introdurre una clausola di salvaguardia per la fascia di reddito tra i 15 mila e i 28 mila euro, equivalente al secondo scaglione IRPEF. L’innalzamento del livello di reddito utile per entrare nella no-tax area, potrebbe però creare qualche problematica, aumentando il numero degli incapienti.

Caro bollette: il destino del contributo di solidarietà

Gas

Considerando l’inesorabile aumento del costo delle bollette, soprattutto dell’energia, si auspica un intervento del governo anche sul tema caro bollette. E’ chiaro che in caso di aumento crescente, chi ne pagherebbe le conseguenze peggiori sono i cittadini con i redditi più bassi.

Una delle ipotesi vagliate da Draghi, per fronteggiare tale situazione, è quella di bloccare momentaneamente il taglio dell’IRPEF per i redditi superiori a 75 mila euro. Così facendo per circa due anni, si troverebbero le risorse per intervenire sul caro bollette, ponendo in essere il contributo di solidarietà.

Il no unanime di Lega, Italia Viva e Fratelli d’Italia ha però scombinato i piani del premier e dunque tale scenario sembra essere ormai tramontato. Staremo a vedere quali altri interventi avrà in mente il governo per fronteggiare il caro bollette.