Saldi estivi 2023: regole e quando iniziano

Si avvicina la stagione estiva e molti cittadini iniziano a chiedersi quando inizieranno i saldi, il periodo di vendite straordinarie che, come di consueto, dovrebbe durare circa 6 settimane. Vediamo nel seguente articolo quando inizieranno i saldi estivi 2023 e quali sono le regole a cui dovranno allinearsi tutti gli esercenti.

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Quando iniziano i saldi estivi 2023?

È in arrivo la stagione estiva e, come ogni anno, è previsto il periodo di vendite straordinarie. Vediamo insieme quando dovrebbero prendere il via i saldi e quali sono gli obblighi di trasparenza che dovranno rispettare i commercianti.

Saldi estivi 2023: partenza e regole

Saldi
Autore: gonghuimin468 / Pixabay

In molti iniziano a chiedersi quando prenderanno il via i saldi estivi 2023. La data ufficiale a partire dalla quale potrà avere inizio il periodo di vendite straordinarie è quella del 6 luglio, con la durata che, come sempre, sarà all’incirca di 60 giorni, a discrezione poi delle singole regioni.

Questa data è stata scelta in linea con il patto sancito tra la Conferenza dei Presidenti delle Regioni e le Province autonome, che prevede l’avvio dei saldi estivi il primo sabato del mese di luglio. Quest’anno, tuttavia, considerando che la data sarebbe caduta il 1° luglio (troppo in anticipo), la Commissione Sviluppo Economico è andata a favore delle richieste delle Associazioni nazionali di categoria, posticipando l’inizio a giovedì 6 luglio.

Per le date di avvio e chiusura per ogni regione, tuttavia, bisognerà ancora attendere qualche settimana.

Le regole per gli esercenti

In attesa del calendario ufficare regione per regione, gli esercenti sono già a conoscenza degli obblighi di trasparenza a cui dovranno attenersi durante il periodo delle vendite straordinarie, ossia:

  • l’obbligo indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale;
  • i capi che vengono proposti in saldo dovranno avere carattere stagionale o di moda e avere uno sconto rilevante se non venduti entro un certo periodo di tempo;
  • le carte di credito dovranno essere accettate da parte del negoziante, che deve favorire i pagamenti cashless;
  • eventuali modifiche e/o adattamenti sartoriali saranno a carico del cliente, salvo diversa pattuizione;
  • la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato viene lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (in tal caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato). Il compratore, invece, sarà tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

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