Saldo TARI 2022 in scadenza: quando e come pagare

Si avvicina la scadenza per il pagamento del saldo della TARI, la tassa sui rifiuti dovuta ogni anno dai cittadini per finanziare i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Vediamo nel dettaglio quando è dovuta e come va pagata.

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Mancano pochi giorni alla scadenza del tempo utile per pagare il saldo della TARI, l’imposta dovuta ogni anno per sostenere le spese comunali per il servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti.

Vediamo nel seguente articolo quando e come si può pagare la tassa.

TARI 2022: entro quando pagare il saldo

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Si avvicina la scadenza della TARI 2022, che, al pari dello scorso anno, ha previsto un meccanismo di pagamento suddiviso in tre tranche:

  • il 1° acconto da pagare entro la fine di aprile;
  • il 2° acconto da versare entro la fine di luglio;
  • il saldo da pagare entro la fine dell’anno.

La data esatta entro cui procedere al pagamento del saldo della TARI, tuttavia, varia da Comune a Comune. In prossimità della scadenza, è lo stesso Comune a recapitare il bollettino postale con l’importo dovuto a titolo di tassa: in tal caso, sarà sufficiente recarsi presso un ufficio postale e procedere con il versamento. Ma il bollettino non è l’unico canale di pagamento possibile.

TARI 2022: come pagare con F24

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I contribuenti possono pagare la TARI 2022 anche compilando il modello F24. Questi i codici tributo e le denominazioni da utilizzare:

  • 3944 TARI – tassa sui rifiuti;
  • 3945 TARI – tassa sui rifiuti – INTERESSI;
  • 3946 TARI – tassa sui rifiuti – SANZIONI;
  • 3950 TARIFFA;
  • 3951 TARIFFA – INTERESSI;
  • 3952 TARIFFA – SANZIONI.

Il modello F24 va compilato indicando:

  • il codice tributo nella sezione “IMU e altri tributi locali”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”;
  • il codice ente/codice comune, ossia il codice catastale del Comune dove sono situati gli immobili;
  • “Ravv.” in caso di ravvedimento;
  • il numero di immobili;
  • “rateazione/mese rif”, ossia il numero rata nel formato “NNRR”;
  • “anno di riferimento”, ovvero l’anno d’imposta del pagamento.

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