Sanità: aumentano gli stipendi dei medici

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
09/10/2022

Cercare di tamponare l’inflazione e di conseguenza la ricerca di un lavoro più redditizio da parte degli impiegati, è uno degli obiettivi dei datori di lavoro. Tra questi vi rientra anche la sanità, che ha deciso di erogare per i medici stipendi superiori per circa 210 euro lordi al mese. Approfondiamo insieme la questione nel seguente articolo.

Medicine

Il governo italiano ha ufficializzato l’aumento degli stipendi per i medici, che aumenterà di circa 210 euro lordi al mese. La scelta è stata fatta per adeguare gli stipendi all’inflazione crescente e per evitare che questi possano abbandonare il posto di lavoro in cerca di fortuna altrove. Vediamo nel seguente articolo cosa potrebbe cambiare per i medici.

Aumento stipendi sanità: quanto aumenta la spesa per lo Stato?

Medicine

Vediamo in primis di quanto aumenterà la spesa per lo Stato per i nuovi aumenti degli stipendi dei medici. L’incremento di spesa a regime vale 584,58 milioni, che divisi fra i quasi 135mila medici e dirigenti sanitari interessati dall’intesa producono al netto degli oneri riflessi un aumento intorno ai 210 euro lordi al mese.

Oltre a questi, vi saranno delle risorse aggiuntive da destinare agli stipendi, si tratta di circa 34 milioni di euro. In tutto si tratta di oltre 127 milioni di euro, che fanno salire gli effetti economici medi intorno a quota 283 euro.

Sanità italiana: quali sono i problemi?

Medicine

Come mai la sanità italiana si trova nelle condizioni di dover aumentare gli stipendi? Stando a quanto dichiarato dal Ministero della Salute i problemi principali sono legati alla:

Contingente carenza di personale medico negli ambiti di emergenza/urgenza, anestesiologico, radiologico, ostetricoginecologico, pediatrico, psichiatrico e altri.

Uno dei rimedi potrebbe essere quello di favorire l’ingresso di giovani medici e di rivedere il sistema degli incarichi e alla retribuzione di posizione:

valorizzare l’ingresso dei giovani e rendere più competitivo il lavoro nel servizio sanitario nazionale.