Secondo acconto IRES 2022 in scadenza: quando è dovuto e come pagare

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureato in Management Internazionale
29/11/2022

Domani 30 novembre termina il tempo utile per versare il secondo acconto dell’IRES, l’imposta sui redditi delle società. Il pagamento va effettuato tramite il modello F24, indicando i codici tributo comunicati dall’Agenzia delle Entrate: vediamoli nel dettaglio.

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Il secondo acconto IRES è in scadenza domani 30 novembre, data entro cui le società sono obbligate a versare tramite F24 l’imposta sui redditi pari al 24%.

Per il versamento delle somme dovute si seguono le regole generali valide per le imposte sui redditi, con i codici tributo indicati dall’Agenzia delle Entrate. Vediamo nel seguente articolo chi è tenuto a versare l’IRES  e come pagare.

IRES 2022 in scadenza: come pagare

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Manca poco alla scadenza del secondo acconto IRES: il pagamento, infatti, va ultimato entro domani 30 novembre 2022. Il versamento va effettuato in un’unica soluzione se l’importo dovuto è inferiore a 103 euro. Se, invece, l’importo è superiore, le scadenze per il 2022 sono le seguenti:

  • prima rata di acconto entro il 30 giugno (oppure entro il 30 luglio con una maggiorazione dello 0,40%);
  • second rata di acconto entro il 30 novembre.

Per il pagamento, i contribuenti devono utilizzare il modello F24, all’interno del quale vanno indicati i relativi codici tributo:

  • 2001 per il primo acconto;
  • 2022 per il secondo acconto o per l’acconto in unica soluzione;
  • 2003 per il saldo finale.

IRES: cos’è e chi deve pagarla

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L’IRES, ricordiamo, è l”imposta sui redditi delle società ed ha un’aliquota pari al 24%. Sono obbligate a versare l’imposta:

  • le società per azioni e in accomandita per azioni, le società a responsabilità limitata, le società cooperative e le società di mutua assicurazione;
  • le società europee (regolamento CE n. 2157/2001) e le società cooperative europee (regolamento CE n. 1435/2003) residenti in Italia;
  • gli enti pubblici e privati residenti in Italia, compresi i consorzi, i trust, gli organismi di investimento collettivo del risparmio e gli enti non commerciali (organizzazioni no profit);
  • le società e gli enti di ogni tipo, compresi i trust, non residenti in Italia, per i soli redditi prodotti in Italia.