Siccità: si può risolvere il problema con i desalinizzatori?

Il problema siccità sta mettendo sotto pressione le riserve idriche italiane, in particolare quelle del Nord, in quanto lì i problemi sono molto seri. Il governo sta correndo ai ripari, stilando un programma apposito per rientrare dall’emergenza entro due anni: come si può fare?

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La siccità è un fenomeno in peggioramento, che di anno in anno fa sentire il proprio effetto sulle riserve e sulla popolazione. La soluzione, secondo gli esperti di Webuild, sarebbe quella di utilizzare i desalinizzatori, effettuando un investimento da circa 3 miliardi di euro. Si stima che con 16 desalinizzatori sarà soddisfatta la domanda per il periodo estivo, mentre per quello invernale ne occorrerebbero ancora di più.

Analizziamo il piano che il governo sta elaborando.

Siccità: ecco il piano per risolvere il problema

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Come detto, si stanno elaborando dei piani per evitare che la siccità possa diventare un problema per una generazione intera. A riguardo si è espresso Pietro Salini amministratore delegato del gruppo di costruzioni che tra i suoi asset chiave può contare Fisia Italimpianti, leader mondiale del settore.

Secondo Salini, il problema principale dell’Italia è l’enorme gap che ha rispetto ad altri paesi nella gestione, nel recupero, nella produzione e nella distribuzione dell’acqua. Anche a livello di consumi bisogna cambiare le nostre abitudini: consumiamo il doppio dell’acqua potabile rispetto alla Spagna.

Siccità: cosa sono i desalinizzatori?

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Come detto, la soluzione potrebbe arrivare dall’utilizzo dei desalinizzatori. Si tratta di strumenti in grado di togliere la componente salina dall’acqua del mare, in modo da poterla rendere utilizzabile per la vita di tutti i giorni. La carenza d’acqua dell’Italia rispetto alla domanda è di circa 2,9 miliardi di metri cubi l’anno. Tale carenza potrebbe essere arginata con l’introduzione di circa 18 dissalatori, in grado di produrre 1,6 milioni di metri cubi d’acqua al giorno.

L’installazione di questi sarebbe fondamentale per la sopravvivenza dell’Italia, e sarebbero inoltre in grado di offrire lavoro a circa 10 mila persone, andando ad incidere positivamente su lavoro e redditi.

 

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