Sicurezza online in Italia: password vecchie e account in pericolo

Il 42% degli italiani non cambia mai le password e ne usa una per vari account. Questa la causa principale delle violazioni dell’accesso ai servizi online degli utenti della Rete. Vediamo numeri e rischi primari di questo diffuso comportamento.

Sicurezza online: poca attenzione, molti danni

La sicurezza di gran parte dei nostri dati personali dipende dalla password che ognuno di noi sceglie. Ma siamo sicuri di sceglierla in modo corretto?

Una ricerca condotta dalla CPP, multinazionale specializzata in sicurezza dei dati personali, ha reso chiaro che la maggior parte dei furti provengono dal Web. Diamo qualche valore per restituire la dimensione del fenomeno.

Utenti online e furti: i numeri

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Le domande da farsi sono: quante password abbiamo? Quante password non abbiamo cambiato negli ultimi mesi? Quante persone potrebbero avere avuto accesso ai nostri dati?

Cominciamo col dire che il 16% degli utenti ha subito almeno una volta la violazione dell’accesso ai vari servizi Web e, di questa percentuale, il 35% ha subito dei danni monetari di qualche tipo, danni il cui valore economico si aggira tra i pochi impercettibili spiccioli fino a qualche migliaio di euro.


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In particolare Il 2% ha subito danni economici di massimo 100 euro, mentre per 3 intervistati su 100 i danni sono stati contenuti entro i mille euro. Tra i mille e i 5 mila euro sono stati i danni economici per il 2% del campione, mentre solo l’1% ha subito danni superiori ai 5 mila euro.

Ma il danno alla sicurezza non corrisponde necessariamente ad una sottrazione monetaria. Il 30% degli intervistati, ad esempio, ha dichiarato d’aver riscontrato una violazione nell’account di posta elettronica, strumenti di messaggistica istantanea o del proprio social network.

Le password è il problema principale

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Il primo e più rilevante problema risiede nella password prescelta e nella frequenza con la quale si decide di cambiarla.

È difatti molto comune che non si cambino mai le chiavi di sicurezza prescelte, che se ne scelgano alcune troppo semplici o che per evitare sforzi di memoria venga usata la stessa parola chiave per più account.

Il 42% degli utenti intervistati, ad esempio, non modifica mai le password, mentre l’11% lo fa a cadenza annuale o più lunga e solo il 17% le cambia almeno una volta al mese.

Come spiega Walter Bruschi, AD di CPP Italia:

“Cambiare frequentemente le password  è sola una delle attenzioni da avere per tutelarsi dalle truffe. Per incrementare il livello di sicurezza è però meglio utilizzare password diverse per ogni tipo di accesso. Se, infatti, un malintenzionato entrasse in possesso della nostra unica password avrebbe accesso anche a tutti gli account internet. Si rischierebbe, quindi, di subire non solo un danno patrimoniale ma anche il furto di identità, un tipo di frode che si sta espandendo anche in Italia.”


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Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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