Smart working 2023 proroga: fino a quando e per chi

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
14/12/2022

Lo smart working potrebbe essere prorogato per lavoratori fragili e genitori di under 14 anche per il 2023. Vediamo insieme quali sono le novità previste in Manovra.

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Tra gli interventi inseriti in Manovra è prevista anche la proroga dello smart working per il prossimo anno. Attualmente, questa tipologia di lavoro è garantita per i lavoratori fragili e i genitori degli under 14 fino al 31 dicembre 2022.

Fratelli d’Italia ha proposto la proroga di tre mesi o fino alla fine del 2023 e ad appoggiare la proroga è anche il Movimento 5 Stelle, che chiede anche il “diritto al lavoro agile” per lavoratori (o loro familiari conviventi) con handicap grave, immunodepressi, affetti da patologie oncologiche, degenerative o in terapia salvavita.

Smart working: proroga in Manovra

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Il 31 dicembre 2022 scade la possibilità di usufruire dello smart working stabilita dal decreto Aiuti bis per i lavoratori fragili e per chi ha figli under 14. Nonostante ciò, l’esecutivo sta lavorando per un’ulteriore proroga da inserire in Manovra. Il nuovo rinvio sarà proposto dalla ministra del Lavoro, Marina Calderone, in uno dei prossimi Consigli dei ministri.

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, è in fase di valutazione con il dipartimento della Funzione pubblica un eventuale raccordo con la disciplina che regola il lavoro agile per i dipendenti della P.A.

Per adesso, si sta valutando una proroga fino al 31 marzo 2023, ma anche a fine anno prossimo.

Le dichiarazioni del ministro Zangrillo

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Il ministro della P.A., Paolo Zangrillo, ha dichiarato:

Lo smart working è ormai utilizzato in tutto il mondo e non vedo perché la pubblica amministrazione, che nel 2023 avrà 680mila lavoratori agili rispetto ai 570 mila di quest’anno, debba essere diversa dal privato. Serve però una vera rivoluzione culturale, oltre che organizzativa, finalizzata a rendere il lavoro agile pienamente efficace, così da non pregiudicare i servizi erogati agli utenti.

La misurazione della performance non deve essere un tabù: occorre passare dalla logica di controllo a quella della responsabilità, ovvero definire gli obiettivi e misurare i risultati.