Smart working 2023 prorogato: scadenza e beneficiari

La legge di conversione del decreto Milleproroghe ha confermato lo smart working per i lavoratori fragili, estendendo la scadenza dal 31 marzo al 30 giugno 2023. Vediamo nel seguente articolo l’elenco completo dei lavoratori che possono accedere alla modalità di lavoro semplificata.

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La nuova scadenza dello smart working per i lavoratori fragili è stata fissata al 30 giugno 2023. La novità è contenuta nella legge di conversione del decreto Milleproroghe, che ha confermato la modalità di lavoro semplificata per determinate categorie di soggetti, compresi i genitori con figli under 14.

Vediamo nel dettaglio l’elenco delle patologie che permettono di accedere allo smart working.

Smart working fino al 30 giugno 2023

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La legge di conversione del decreto Milleproroghe ha disposto la proroga fino al 30 giugno 2023 dello smart working per i lavoratori fragili e per i genitori di under 14 che lavorano nel settore privato.

L’elenco delle patologie

Il decreto del 4 febbraio 2022 del Ministero della Salute individua le patologie croniche con scarso compenso clinico e con particolare connotazione di gravità, in presenza delle quali la prestazione lavorativa può essere normalmente svolta in modalità agile (cd. smart working). Di seguito l’elenco completo dei soggetti.

Indipendentemente dallo stato vaccinale, pazienti con marcata compromissione della risposta immunitaria per:

  • trapianto di organo solido in terapia immunosoppressiva;
  • trapianto di cellule staminali ematopoietiche (entro due anni dal trapianto, o in terapia immunosoppressiva per malattia del trapianto contro l’ospite cronica);
  • attesa di trapianto d’organo;
  • terapie a base di cellule T esprimenti un Recettore ChimericoAntigenico (cellule CAR-T);
  • patologia oncologica o onco-ematologica in trattamento con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi o a meno di sei mesi dalla sospensione delle cure;
  • immunodeficienze primitive (es. sindrome di DiGeorge, sindrome di Wiskott-Aldrich, immunodeficienza comune variabile etc.);
  • immunodeficienze secondarie a trattamento farmacologico (es. terapia corticosteroidea ad alto dosaggio protratta nel tempo, farmaci immunosoppressori, farmaci biologici con rilevante impatto sulla funzionalità del sistema immunitario etc.);
  • dialisi e insufficienza renale cronica grave;
  • pregressa splenectomia;
  • sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) con conta dei linfociti T CD4+ < 200cellule/µl o sulla base di giudizio clinico.

Rientrano anche i pazienti che presentino tre o più delle seguenti condizioni patologiche:

  • cardiopatia ischemica;
  • fibrillazione atriale;
  • scompenso cardiaco;
  • ictus;
  • diabete mellito;
  • bronco-pneumopatia ostruttiva cronica;
  • epatite cronica;
  • obesità.

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