Smart working 2023: scadenza e lavoratori compresi

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
22/12/2022

Anche nel 2023 sarà possibile usufruire dello smart working. È quanto previsto da un emendamento alla Legge di bilancio, che lo conferma fino al 31 marzo ma soltanto per una determinata categoria di lavoratori. Vediamo insieme quali.

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Lo smart working è stato confermato fino al 31 marzo 2023 per determinate categorie di lavoratori dalla nuova legge di Bilancio. Tuttavia, diversamente da quanto previsto, l’emendamento alla Manovra approvato in commissione Bilancio della Camera non comprende i genitori dei figli under 14.

Vediamo insieme chi potrà usufruire dello smart working anche il prossimo anno.

Smart working fino al 31 marzo 2023: per chi

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Attualmente, a poter usufruire dello smart working fino al 31 dicembre 2022 sono i lavoratori fragili e i genitori degli under 14. Tuttavia, un emendamento alla Manovra prevede che lo smart working sia prorogato fino al 31 marzo 2023, ma solo per una determinata categoria, ossia i lavoratori fragili. Infatti, secondo quanto previsto dalla modifica alla Finanziaria, potrebbero essere esclusi dalla proroga i genitori dei giovani con un’età inferiore ai 14 anni.

La norma varrà sia nel pubblico che nel privato. Se necessario, i lavoratori coinvolti potranno esercitare anche un’altra mansione. Come si legge dall’emendamento, il datore di lavoro assicura lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile:

anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, senza alcuna decurtazione della retribuzione in godimento.

Il ministro Zangrillo a favore dello smart working

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Prima dell’approvazione dell’emendamento che prevede la proroga dello smart working, il ministro della P.A., Paolo Zangrillo, aveva dichiarato:

Lo smart working è ormai utilizzato in tutto il mondo e non vedo perché la pubblica amministrazione, che nel 2023 avrà 680mila lavoratori agili rispetto ai 570 mila di quest’anno, debba essere diversa dal privato. Serve però una vera rivoluzione culturale, oltre che organizzativa, finalizzata a rendere il lavoro agile pienamente efficace, così da non pregiudicare i servizi erogati agli utenti.

La misurazione della performance non deve essere un tabù: occorre passare dalla logica di controllo a quella della responsabilità, ovvero definire gli obiettivi e misurare i risultati.