Smart working, arriva la proroga: cosa cambia dal 1° aprile

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
27/03/2022

Smart working: cosa succede dopo il 31 marzo? Il Governo Draghi ha deciso di prorogare al 30 giugno 2022 le regole sullo smart working adottate durante la pandemia. Vediamo le novità e cosa succede dal prossimo 1° aprile.

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Nonostante la fine dello stato di emergenza sia fissata al prossimo 31 marzo, il Governo Draghi ha deciso di prorogare lo smart working applicato durante la pandemia almeno fino al prossimo 30 giugno. Il lavoro agile continuerà quindi ad essere adottato tramite un semplice accordo individuale tra lavoratore e datore.

Vediamo le novità e cosa cambia dopo il 31 marzo 2022.

Smart working prorogato: le regole

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Il Governo Draghi ha prorogato la possibilità di adottare le modalità di smart working fino al 30 giugno 2022, nonostante la fine dello stato di emergenza causa Covid fissato al prossimo 31 marzo.

Fino al termine del mese di giugno, quindi, tutti i settori del privato, comprese le categorie dei lavoratori fragili, dovranno attenersi alle seguenti regole sul lavoro da remoto:

  • i datori di lavoro potranno disporre unilateralmente lo svolgimento del lavoro agile, senza l’esigenza di firmare accordi scritti con ciascun lavoratore, ma tramite comunicazione (anche attraverso via mail);
  • tutti gli accordi con i sindacati continueranno a non essere obbligatori ma opzionali e dovranno essere rispettati dalle aziende che applicano un CCNL o un accordo di secondo livello che disciplina il lavoro agile;
  • le modalità semplificate continueranno a valere anche per l’invio dei termini di attivazione del lavoro agile al portale del Ministero del Lavoro (come l’elenco del personale in smart working).

Smart working: le altre novità

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Nel provvedimento approvato dal Governo, inoltre, si stabilisce che, per essere considerato smart working, deve essere garantito il 30% delle ore a distanza, con un chiarimento delle responsabilità tra datore di lavoro e dipendente su sicurezza e funzionamento dei dispositivi tecnologici.

Secondo il testo, per l’applicazione del lavoro in smart working viene confermato l’obbligo dell’accordo individuale, pena il comportamento antisindacale per le aziende che non lo rispettano, ma viene anche prevista la regolamentazione attraverso la contrattazione nazionale di categoria o da un accordo aziendale o territoriale in contesti specifici.