Smart working prorogato: le regole dal 1° aprile

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
21/03/2022

Prorogata fino al 30 giugno 2022 la possibilità di adottare le modalità di smart working. La fine dello stato di emergenza avrebbe dovuto determinare anche il ritorno alla normativa precedente sul lavoro agile, ma il Governo ha deciso di allungare i tempi. Vediamo tutte le ultime novità.

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Con la fine dello stato di emergenza, fissata al prossimo 30 marzo, ci si aspettava anche un addio allo smart working, nella modalità applicata durante la pandemia, ma il Governo Draghi ha deciso di prorogare la normativa fino al 30 giugno.

Il lavoro agile continuerà quindi ad essere adottato tramite un semplice accordo individuale tra lavoratore e datore.

Vediamo nel seguente articolo le ultime novità sul tema.

Smart working prorogato al 30 giugno

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Il Governo Draghi ha prorogato la possibilità di adottare le modalità di smart working fino al 30 giugno 2022, nonostante la fine dello stato di emergenza causa Covid fissato al prossimo 31 marzo. Interessati dal provvedimento tutti i settori del privato e anche la categoria dei lavoratori fragili.

Fino al termine del mese di giugno, di fatto, le regole sul lavoro da remoto rimarranno le seguenti:

  • i datori di lavoro potranno disporre unilateralmente lo svolgimento del lavoro agile, senza l’esigenza di firmare accordi scritti con ciascun lavoratore, ma tramite comunicazione (anche attraverso via mail);
  • tutti gli accordi con i sindacati continueranno a non essere obbligatori ma opzionali e dovranno essere rispettati dalle aziende che applicano un CCNL o un accordo di secondo livello che disciplina il lavoro agile;
  • le modalità semplificate continueranno a valere anche per l’invio dei termini di attivazione del lavoro agile al portale del Ministero del Lavoro (come l’elenco del personale in smart working).

Smart working: le regole

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Il rientro in vigore delle vecchie regole sul lavoro agile, per il momento, è rimandato al 1° luglio 2022.

Nel provvedimento approvato dal Governo si stabilisce che per essere considerato smart working deve essere garantito il 30% delle ore a distanza, con un chiarimento delle responsabilità tra datore di lavoro e dipendente su sicurezza e funzionamento dei dispositivi tecnologici.

Secondo il testo, per l’applicazione del lavoro in smart working viene confermato l’obbligo dell’accordo individuale, pena il comportamento antisindacale per le aziende che non lo rispettano, ma viene anche prevista la regolamentazione attraverso la contrattazione nazionale di categoria o da un accordo aziendale o territoriale in contesti specifici.